22 Settembre, 2026 Cesenatico

“Dal resistere al ripartire: Cesenatico deve cambiare passo”

Una stagione anomala e selettiva, capace di mettere allo specchio l’intero sistema turistico. È il bilancio che il presidente dell’Adac di Cesenatico, Alfonso Maini, affida all’incontro di fine stagione con tutte le categorie economiche. “Siamo a un bivio senza ritorno: continuare a resistere o tornare a crescere. Servono decisioni rapide e una regia pubblico-privata vera”, esordisce, indicando la strada per il 2026.

Il quadro di partenza è netto. Negli anni ’90 le strutture ricettive erano 441; oggi sono 293. Ma la stagione utile si è compressa: appena 100 giorni per generare ricavi, mentre la macchina amministrativa resta la stessa di chi lavora dodici mesi: “Così i margini si assottigliano, la qualità fa fatica e trovare personale qualificato diventa sempre più complicato. Le scuole specialistiche non bastano e formare chi arriva dall’estero è costoso. Il risultato? Un sistema stanco”.

Per Maini, però, il turismo è molto più degli alberghi. “È commercio, artigianato, pubblici esercizi, mobilità, decoro urbano, qualità della vita dei residenti. Cesenatico vive di turismo anche quando non se ne accorge”. E proprio per questo, la chiamata alle istituzioni è esplicita: “Non vogliamo semplici amministratori, ma partner attivi. Chiediamo ascolto e soprattutto semplificazione: procedure snelle, tempi certi, responsabilità chiare”.

Il cuore delle proposte parte dal cantiere più concreto: una Task Force comunale che accompagni le imprese nelle ristrutturazioni con un tutor alberghiero, riduca gli oneri e chiuda le pratiche in tempi perentori. “Non chiediamo contributi a fondo perduto: vogliamo strumenti finanziari dedicati, fondi rotativi e garanzie che spingano gli investimenti”, chiarisce. In parallelo, sgravi fiscali per i lavoratori stagionali e incentivi all’assunzione dei giovani dai 16 anni, per ricostruire una filiera professionale oggi troppo fragile.

Capitolo governance: DMO rafforzata, con risorse e competenze per programmare con anticipo la promo-commercializzazione e portare eventi che destagionalizzino davvero. Target prioritari i mercati di Germania, Francia, Svizzera e Scandinavia, mentre sul mercato italiano si è indebolito il ceto medio, “storico pilastro della nostra economia”. Da qui la richiesta di una nuova classificazione delle strutture basata su qualità, innovazione e standard internazionali.

C’è poi il tema della mobilità, nodo che incide direttamente sulla competitività. “La SS16 è la stessa da decenni, la ‘metropolitana di superficie’ Rimini-Ravenna è rimasta un’idea, la E45 soffre, il nodo di Bologna frena i flussi dal Nord, la Romea 309 è strategica ma va potenziata”. Le contromisure: treni estivi dedicati, collegamenti più frequenti con gli aeroporti di Forlì, Rimini e Bologna, TPL serale, aree pedonali serali sul lungomare in alta stagione, parcheggi scambiatori con navette e mobilità dolce diffusa.

Sul fronte urbano, Maini parla senza giri di parole: “Le colonie abbandonate sono una ferita”. La proposta è di incentivi regionali alla demolizione degli immobili fatiscenti, anche senza ricostruzione immediata, con IMU azzerata; poi un piano del verde serio e continuativo e interventi essenziali – marciapiedi e illuminazione – in tutte le frazioni. “Decoro e qualità dello spazio pubblico sono parte del prodotto turistico”.

Infine, il commercio e l’artigianato: “Vanno sostenuti con incentivi a chi resta aperto tutto l’anno, rilancio dei ‘centri commerciali naturali’ (Zadina, Valverde, Villamarina, Ponente) e canoni sostenibili nelle vie strategiche. Se non reggono le botteghe, perde l’intera destinazione”. A corredo, servizi per i lavoratori stagionali (alloggi convenzionati, parcheggi e mezzi pubblici gratuiti) già sperimentati con successo in altre località.

Il metodo proposto è un tavolo permanente pubblico-privato, “con poteri, calendario e indicatori misurabili”. Maini chiude tornando al bivio iniziale: “La città è pronta, le imprese anche. Ora tocca alle istituzioni. Dal resistere al ripartire: è il momento di scegliere e di agire”.

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