Si è spenta all’età di 91 anni Sofia Corradi, pedagogista e accademica italiana di straordinaria visione. È lei l’ideatrice e promotrice del programma Erasmus, nato nel 1987 e diventato il più grande progetto europeo di scambio universitario, grazie al quale milioni di studenti hanno potuto vivere un’esperienza di studio e crescita all’estero. Per il suo instancabile impegno a favore dell’integrazione e della mobilità giovanile, le era stato attribuito con affetto il soprannome di “mamma Erasmus”.
A darne notizia è Damiano Zoffoli, ex sindaco di Cesenatico ed ex europarlamentare, che la ricorda con profonda gratitudine. Con lei se ne va una delle figure più luminose dell’Europa educativa e culturale.
Sofia Corradi, infatti, è stata una delle figure più influenti della pedagogia europea. Giurista di formazione e poi studiosa dei sistemi educativi, dedicò la vita a un’idea semplice e rivoluzionaria: permettere agli studenti universitari di studiare all’estero con pieno riconoscimento degli esami sostenuti.
Da quella battaglia, iniziata quando da giovane sperimentò sulla propria pelle la difficoltà di vedersi convalidare gli studi fuori sede, nacque la sua instancabile azione di persuasione presso atenei, ministeri e istituzioni europee.
Consigliera della Conferenza dei Rettori e docente apprezzata, seppe tradurre la visione in progetto, tessendo reti tra professori, amministratori e decisori pubblici.
Il 1987 segnò il varo ufficiale di Erasmus, programma destinato a cambiare la vita a generazioni di ragazze e ragazzi e a costruire un linguaggio comune europeo fatto di scambi, amicizie e cittadinanza condivisa.
Per questo impegno, coronato da riconoscimenti in Italia e all’estero, fu chiamata con affetto “mamma Erasmus”. Alle competenze accademiche univa un raro talento civile: spiegava la mobilità come strumento di inclusione e crescita democratica. Con Corradi se ne va una maestra di visione: l’Europa delle opportunità resta la sua eredità più viva.