22 Settembre, 2026 Cesenatico

Dario Fo e la Stamperia Pascucci: danza d’arte fra i girasoli

Nel 2026 la Stamperia Pascucci di Gambettola compie 200 anni e sceglie di celebrare questo importante anniversario ricordando uno dei legami più intensi della sua storia: quello con Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, artista, pittore, uomo di teatro e spirito libero del Novecento italiano.

Nel centenario della nascita del Maestro, la storica bottega romagnola rende omaggio a un’amicizia nata negli anni Sessanta, quando Fo scoprì la stamperia grazie a Primo Grassi, sindaco di Cesenatico alla fine degli anni Cinquanta e figura centrale nello sviluppo turistico della Riviera. Da quel primo incontro nacque un rapporto profondo, alimentato da una comune passione per l’arte, la pittura e il lavoro manuale.

Dario Fo tornò più volte nella bottega di Gambettola, da solo o insieme alla moglie Franca Rame. Acquistava tele, opere e manufatti, spesso destinati alla propria casa o a doni per amici e parenti in varie parti del mondo. Per lui la stamperia non era soltanto un luogo di produzione artigianale, ma uno spazio creativo familiare, dove ritrovare materiali, gesti e colori capaci di accendere l’immaginazione.

La pittura, del resto, accompagnò sempre la vita artistica di Fo, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera. A Gambettola amava osservare gli antichi stampi romagnoli, le tele segnate dal colore, le carte di lavorazione. Proprio quelle carte, nate come tracce del lavoro quotidiano, diventavano nelle sue mani supporti per disegni e invenzioni originali.

Chi lo vide all’opera ricorda un artista capace di trasformare il laboratorio in un piccolo teatro della creazione. Indossava il grembiule, prendeva stampi e pennelli, lavorava su grandi tele distese sui tavoli della bottega. Sembrava, raccontano i Pascucci, “un ragazzo di laboratorio”: curioso, libero, entusiasta.

Tra gli episodi più cari alla famiglia resta quello del 10 agosto 1999. Fo entrò in bottega con il suo inseparabile cappello bianco a larghe tese e chiese “un po’ di quella bella carta”. In quel momento cadde a terra un foglio giallo, segnato dalle impronte di nuovi girasoli appena creati. «Mi dia pure quel foglio che le faccio un disegno!», disse. Da quel gesto spontaneo nacque Danza fra i girasoli, opera ancora oggi conservata dalla famiglia Pascucci.

«Dario Fo tornava qui come artista e come amico», ricorda Riccardo Pascucci. «Era curioso, generoso, sempre pronto a condividere creatività ed entusiasmo. Per noi resta il ricordo di una persona capace di riconoscere il valore profondo del lavoro artigianale».

Il tributo si intreccia anche con Cesenatico, che nel 2026 dedica a Fo l’edizione di Tende al Mare, manifestazione nata nel 1998 proprio da una sua intuizione e divenuta patrimonio culturale della città. L’edizione del centenario vedrà la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e della Stamperia Pascucci, unendo memoria, arte e tradizione artigiana nel nome di un Maestro che seppe danzare, anche tra i girasoli, con la libertà della fantasia.

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