Non sposterà una virgola negli equilibri dell’Esecutivo della Regione, ma il dato politicamente pesa. Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna dal 2024, si piazza soltanto al dodicesimo posto nella classifica dei governatori più graditi d’Italia secondo il Governance Poll 2026 realizzato da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore. Il suo indice di consenso si ferma al 52%, un dato ancora sopra la soglia psicologica della maggioranza, ma lontano dalle posizioni di vertice a cui l’Emilia-Romagna era abituata negli anni della presidenza Bonaccini.
Il confronto, inevitabile, rende il risultato ancora più deludente. Stefano Bonaccini, durante i suoi mandati, aveva infatti costruito una leadership nazionale capace di portarlo stabilmente nelle zone alte della classifica, spesso sul podio dei presidenti più apprezzati. Con de Pascale, invece, la Regione scivola a metà graduatoria, dietro a molti governatori del centrodestra e anche ad altri presidenti del centrosinistra.
Il sondaggio registra inoltre un arretramento rispetto al risultato elettorale del 2024: de Pascale era stato eletto con il 56,8%, mentre oggi il gradimento indicato dalla rilevazione è pari al 52%, con una perdita di 4,8 punti. Non un crollo, ma certamente un segnale politico da non sottovalutare.
In testa alla classifica c’è Antonio Decaro, presidente della Puglia, con il 66%, seguito da Alberto Stefani in Veneto con il 65% e Massimiliano Fedriga in Friuli Venezia Giulia con il 64%. L’Emilia-Romagna, un tempo laboratorio politico nazionale e vetrina amministrativa del centrosinistra, resta dunque fuori dalla top ten.
Per de Pascale il Governance Poll suona come un campanello d’allarme: il consenso c’è, ma non entusiasma. E soprattutto non basta a cancellare il paragone con Bonaccini, che oggi appare ancora ingombrante.