Riparte dal porto di Cattolica la terza stagione di “Delfini Metropolitani Adriatico”, il progetto di ricerca dedicato al monitoraggio dei tursiopi nell’Adriatico centro-settentrionale. L’attività è condotta dai biologi marini dell’Acquario di Cattolica e di Oltremare 2.0 di Riccione, strutture del gruppo Costa Edutainment, nell’ambito del progetto PROMED – Protecting Mediterranean Diversity, promosso dalla Fondazione Acquario di Genova.
L’obiettivo è studiare lo stato di conservazione dei cetacei nel Mediterraneo e capire meglio come cambiano presenza, distribuzione e abitudini delle diverse specie anche in relazione agli effetti del cambiamento climatico. In Romagna la ricerca è coordinata da Stefano Furlati e si avvale della collaborazione del Marina di Cattolica.
I primi due anni di lavoro hanno già prodotto risultati importanti. Tra il 2024 e il 2025 il team ha effettuato 42 uscite giornaliere in mare, percorrendo complessivamente 1.888 chilometri. Gli avvistamenti registrati sono stati 40, tutti di tursiope. Grazie alla foto-identificazione, basata sui segni naturali presenti sulle pinne e sul corpo degli animali, sono stati riconosciuti 59 individui diversi: 28 nel 2024 e 31 nel 2025.
Un dato particolarmente significativo riguarda le cosiddette “ricatture fotografiche”, cioè il riconoscimento degli stessi esemplari in momenti diversi. Le 12 ricatture registrate tra le due stagioni suggeriscono la presenza di una popolazione residente, quindi non di passaggio, nell’area monitorata. A rafforzare questa ipotesi c’è anche la presenza di piccoli: nell’80% degli avvistamenti è stato osservato almeno un cucciolo.
Gli incontri con i delfini si sono concentrati soprattutto a 8-10 miglia dalla costa, nella fascia in cui operano i pescherecci a strascico. In 31 casi su 40, infatti, i tursiopi sono stati avvistati in associazione con queste imbarcazioni. La ricerca ha evidenziato anche una curiosità: i delfini sembrano preferire le attività di pesca rivolte al pesce azzurro, mentre non risultano particolarmente attratti dalle piattaforme di estrazione, nonostante la biodiversità presente attorno a queste strutture.
Oltre alle immagini, i ricercatori stanno raccogliendo anche dati acustici. Dal 2025 è iniziata la costruzione di un primo catalogo dei “fischi firma”, segnali sonori individuali che per i tursiopi funzionano come una sorta di nome. In futuro questi dati saranno confrontati con quelli raccolti nel Mar Ligure, per capire se esistano veri e propri “dialetti” tra gruppi diversi.
Il progetto guarda ora alla stagione 2026, al termine della quale i dati romagnoli saranno confrontati con quelli raccolti da gruppi di ricerca di Croazia, Serbia e Montenegro. Intanto anche cittadini, pescatori, diportisti e turisti possono fare la loro parte: foto e segnalazioni degli avvistamenti possono essere inviate via WhatsApp al numero +39 379 153 8203.