Negli ultimi giorni il tema delle aperture domenicali è tornato al centro del confronto pubblico, anche grazie alle riflessioni avanzate da esponenti di ANCC e Coop sulla sostenibilità del modello “sempre aperto”. È un segnale importante: dopo anni di liberalizzazione, persino una parte del mondo datoriale riconosce che l’apertura 7 giorni su 7 non è la soluzione a ogni problema e, anzi, può diventare un costo.
Ma per la Filcams CGIL Forlì Cesena la questione non può essere ridotta a una semplice analisi di bilancio. “Se oggi si parla di domeniche ‘anti-economiche’ per la contrazione dei consumi e l’aumento dei costi energetici – si legge in una nota – noi ricordiamo che il punto vero è un altro: il diritto al riposo, alla socialità e a una vita dignitosa per migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio”.
Per il sindacato “le aperture indiscriminate non hanno creato nuova ricchezza: hanno semplicemente spalmato lo stesso volume di acquisti su più giorni, aumentando costi fissi e pressione organizzativa. Il risultato, per chi lavora, è spesso fatto di turni frammentati, maggiore precarietà e una progressiva erosione del tempo condiviso con famiglia e comunità. La promessa di un aumento occupazionale diffuso non si è realizzata; al contrario, la flessibilità si è trasformata troppo spesso in instabilità. Oggi, con il mercato saturo e i consumi in calo, il rischio è che le inefficienze di questo modello vengano scaricate ancora una volta sull’occupazione: tagli, riduzione di ore, compressione di salari e diritti. Per questo chiediamo che la domenica torni a essere un giorno di festa e riposo per tutti, non perché ‘conviene’, ma perché è giusto”.
“È tempo di regolamentare le aperture attraverso un confronto serio tra parti sociali e istituzioni locali – conclude la Filcams – e rimettere al centro la persona, garantire turnazioni eque e fermare la rincorsa alla saturazione commerciale che danneggia territori e lavoro. Non può essere il mercato a decidere quando i lavoratori possono stare con le proprie famiglie: serve una scelta coraggiosa e di buonsenso”.