“Non hanno tradito le giovani generazioni perché le giovani generazioni desiderano la vita e non la morte”. Così scrive don Mirco Bianchi sui suoi profili social, il giorno dopo la morte delle gemelle Kessler, 89 anni, icone dello spettacolo, che in Germania hanno scelto il suicidio assistito.
Per il parroco, da tempo presente sui social a difesa della vita, non c’è nulla da celebrare.
Il sacerdote usa il loro caso per ribadire la sua linea: l’eutanasia e il suicidio assistito restano, per un cristiano, una scelta sbagliata, perché la vita non è un bene “a progetto” che si spegne quando non corrisponde più ai nostri standard di salute o autonomia.
Il punto centrale del suo post è netto: i giovani non saranno sedotti da questo modello di “morte dolce”. Non le conoscevano, non le imiteranno, perché – scrive – le nuove generazioni portano nel cuore una domanda di senso e di futuro. A tradire davvero i ragazzi, per Don Mirco, non sono due signore di 89 anni, ma una cultura che presenta l’eutanasia come scorciatoia invece di prendersi cura della fragilità.