Un esposto partito da Cesenatico ha portato all’apertura di un procedimento penale su un presunto caso di doping nelle corse ippiche. Protagonista della vicenda è l’associazione Horse Angels, organizzazione di volontariato che si occupa della tutela dei cavalli e del loro benessere, con sede legale proprio nella cittadina della riviera romagnola.
L’indagine riguarda un episodio avvenuto nel marzo 2023 all’ippodromo di Bologna, dove un cavallo trottatore sarebbe stato sottoposto a una pratica vietata: la cosiddetta “sonda al bicarbonato”, utilizzata per migliorare artificialmente la prestazione durante la gara. Dopo la competizione, i controlli antidoping sul sangue dell’animale avrebbero evidenziato valori anomali di TCO₂(diossido di carbonio), compatibili con la somministrazione di bicarbonato tramite sonda gastrica.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bologna, la sostanza sarebbe stata somministrata senza prescrizione veterinaria con un duplice obiettivo: alterare il risultato della gara e migliorare la performance del cavallo. Un trattamento che, oltre a costituire una violazione delle regole sportive, potrebbe anche aver esposto l’animale a seri rischi per la salute. Per questo motivo l’allenatore del cavallo è ora accusato di maltrattamento di animali e frode in competizioni sportive.
Il procedimento è nato proprio dall’esposto presentato da Horse Angels, che si è poi costituita anche parte civile nel processo. L’associazione, attiva in tutta Italia ma con base a Cesenatico, è impegnata da anni in attività di tutela legale degli equidi, segnalazione di casi di maltrattamento, supporto nei procedimenti giudiziari e ricollocamento di cavalli provenienti da sequestri o situazioni di abuso. Tra le sue iniziative rientrano anche campagne di sensibilizzazione, formazione e interventi a sostegno di una cultura equestre più attenta al benessere animale.
Nel caso dell’ippodromo di Bologna, la vicenda era già stata affrontata dalla giustizia sportiva: il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) aveva inflitto all’allenatore sei mesi di sospensione e una multa di 1.500 euro. Parallelamente, però, è proseguito il percorso nella giustizia ordinaria.
La Procura aveva inizialmente chiesto un decreto penale di condanna con una sanzione di 11.750 euro, riducibile in caso di pagamento immediato. L’allenatore ha però deciso di opporsi e ha chiesto di accedere alla messa alla prova, istituto che consente di estinguere il reato attraverso un percorso alternativo stabilito dal giudice. La decisione sarà presa nella prossima udienza, tenendo conto anche del parere della parte civile.
Per Horse Angels questo procedimento rappresenta un passaggio importante: secondo l’associazione, infatti, pratiche come la sonda al bicarbonato non possono essere considerate soltanto irregolarità sportive, ma devono essere valutate anche dal punto di vista penale quando comportano un possibile danno per l’animale o un’alterazione fraudolenta della competizione.
L’associazione ha annunciato che continuerà a seguire da vicino il processo, informando il pubblico sugli sviluppi della vicenda e sull’esito giudiziario. Una battaglia legale partita da Cesenatico e arrivata fino ai tribunali, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei cavalli anche nel mondo delle corse ippiche.
