22 Settembre, 2026 Cesenatico

“Dopo tre mesi tutto come prima”: via Cesenatico resta una pista da corsa

A tre mesi dall’ennesimo incidente nella famigerata “esse” di via Cesenatico, in zona Bagnarola, nulla è cambiato. I residenti tornano a farsi sentire e denunciano che “nonostante le promesse”, quel tratto di strada continua a trasformarsi in una pista da corsa soprattutto nelle ore notturne.

Il 21 agosto in municipio si è svolto un incontro al quale hanno partecipato cinque residenti, il presidente del comitato di zona di Bagnarola, il comandante della Polizia Locale Rizzo e l’assessore Mauro Gasperini. In quell’occasione, raccontano i presenti, il Comandante della Municipale è venuto a conoscenza per la prima volta della situazione, mentre l’assessore ha riconosciuto la criticità del tratto proponendo una “fase di studio” per l’installazione di bande sonore sulle curve e la riattivazione dei rilevatori luminosi di velocità già presenti ma da tempo guasti e mai riparati.

Da allora, però, tutto sembra essersi fermato lì. “Abbiamo scritto più volte al comitato per chiedere notizie – spiegano i residenti – ma la risposta è sempre la stessa: sono in attesa di aggiornamenti…”. Nessun intervento sulle bande sonore, nessun cantiere per sistemare gli indicatori, nessun aumento dei posti di blocco promesso in estate. Di fatto, dicono i cittadini, “non si è fatto proprio nulla”.

E nel frattempo la vita quotidiana lungo la via Cesenatico continua tra paura e rassegnazione. Di giorno la situazione è già delicata, ma è di notte che la strada “si accende”: auto che sfrecciano ad alta velocità, sorpassi azzardati, frenate all’ultimo istante in corrispondenza della “strozzatura” in curva. Gli incidenti conclamati, quelli finiti nei verbali, sono solo una parte della realtà: a completare il quadro ci sono i continui “quasi incidenti”, gli specchietti divelti, le auto parcheggiate danneggiate, le liti e i risarcimenti “alla buona” pur di evitare pratiche e assicurazioni.

Nel mirino dei residenti finisce anche il comitato di zona, accusato di un immobilismo che pesa come un aggravante. “In tutta questa vicenda – osservano – brilla l’assenza del comitato di Bagnarola, che non ha sollecitato nulla e si limita ad aspettare”. Da qui il nuovo appello al Comune perché alle parole seguano finalmente i fatti: “Non vogliamo dover attendere la tragedia per vedere realizzati quegli interventi minimi che tutti, a partire dalle istituzioni, riconoscono come necessari”.

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