21 Settembre, 2026 Cesenatico

“Doppio nonnino” in corsia: quando l’assistenza delle badanti diventa un raggiro

Non è un termine tecnico, ma rende l’idea: “doppio nonnino”. Così, in modo informale, si descrive un comportamento scorretto che può verificarsi quando l’assistenza privata in ospedale non è adeguatamente controllata: la stessa badante, nelle ore notturne, “copre” due assistiti in reparti diversi – per esempio uno in Medicina d’urgenza e l’altro in Geriatria – incassando due compensi, ma senza garantire la presenza continuativa che il servizio presuppone.

In una struttura complessa come l’ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena, dove i pazienti in lungodegenza hanno spesso bisogni delicati (aiuto nei movimenti, sorveglianza, supporto psicologico-relazionale), una condotta del genere non è solo una scorrettezza: è un rischio. Nel momento in cui l’assistente è altrove, infatti, l’anziano resta di fatto scoperto e le richieste ricadono inevitabilmente sul personale di reparto, con tensioni e fraintendimenti.

Da qui la stretta organizzativa. L’Ausl Romagna – richiamando le regole dell’Assistenza Non Sanitaria (ANS), cioè il supporto alla persona ricoverata svolto da familiari, volontari o assistenti private al di fuori delle fasce di visita – ha reso più rigidi i controlli: chi entra come badante deve essere registrato, identificato e riconoscibile con l’associazione chiara a un solo assistito e a una fascia oraria definita. In pratica: niente sovrapposizioni, niente “doppi ingaggi”.

L’obiettivo è semplice: trasparenza per le famiglie e tutela per i pazienti. Perché in corsia l’assistenza privata può essere un aiuto prezioso, ma non deve trasformarsi in un mercato opaco sulle spalle dei più fragili.

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