Una grande autostrada dell’energia sotto il mare Adriatico, capace di collegare il Sud Italia alla Romagna e di far viaggiare elettricità pulita verso il Centro-Nord. È questa, spiegata in modo semplice, la “Dorsale Adriatica: HVDC Foggia-Forlì”, il nuovo progetto pianificato da Terna all’interno del programma Hypergrid, la rete elettrica nazionale del futuro.
L’opera sarà lunga circa 600 chilometri: circa 540 saranno realizzati in mare, con cavi sottomarini posati lungo l’Adriatico, mentre circa 60 chilometri saranno a terra, con cavi interrati. Il collegamento partirà dal nodo elettrico di Foggia, in Puglia, e arriverà a Forlì, in Emilia-Romagna, dove saranno costruite due nuove stazioni di conversione.
La sigla HVDC significa corrente continua ad alta tensione. In pratica è una tecnologia che permette di trasportare grandi quantità di energia su distanze molto lunghe, con minori dispersioni e maggiore stabilità rispetto ai sistemi tradizionali. È una soluzione particolarmente utile per integrare nella rete nazionale l’energia prodotta da fonti rinnovabili, come sole e vento, che nei prossimi anni cresceranno soprattutto nelle regioni del Sud.
Per la costa romagnola il progetto è particolarmente significativo perché la nuova dorsale correrà lungo l’Adriatico e avrà il suo punto di arrivo in Romagna. I Comuni emiliano-romagnoli indicati nel percorso di consultazione sono Forlì, Ravenna e Cervia, territori coinvolti dagli approfondimenti tecnici e dagli incontri pubblici organizzati da Terna. La costa, quindi, non è semplice spettatrice: diventa una delle porte d’ingresso della nuova energia destinata al Centro-Nord.
L’idea di fondo è rafforzare il corridoio elettrico adriatico, aumentando la capacità di scambio tra le diverse aree del Paese. Questo significa rendere più efficiente il trasporto dell’energia e ridurre le congestioni della rete, cioè quei “colli di bottiglia” che oggi possono limitare il passaggio dell’elettricità prodotta dove ce n’è di più verso le zone dove serve maggiormente.
Il fatto che buona parte dell’opera sia sottomarina ha anche un valore ambientale: riduce il consumo di suolo e limita l’impatto visivo sul territorio rispetto ai tradizionali elettrodotti aerei. Anche i tratti terrestri saranno interrati, una scelta pensata per rendere l’infrastruttura meno invasiva.
La Dorsale Adriatica rientra in un piano più ampio da oltre 23 miliardi di euro nel decennio 2025-2034. L’obiettivo è accompagnare la transizione energetica, integrare più fonti rinnovabili, ridurre le emissioni e rendere il sistema elettrico italiano più moderno e sicuro.
Per la Romagna si tratta dunque di un’infrastruttura strategica: non un’opera pensata solo per i grandi numeri dell’energia, ma un tassello destinato a incidere sul futuro della rete elettrica nazionale e sul ruolo della costa adriatica nella nuova geografia energetica del Paese.