La cartolina della Riviera, tra rotonde, bagni, discoteche e lungomare, nasconde un retroscena che gli operatori di polizia e i servizi sanitari conoscono bene. A trainare il mercato rimangono cocaina e cannabis ad alto tenore di THC (skunk), ma il quadro si fa più mosso: nel 2024 il consumo di cannabis tra i 15-16enni supera quello degli adulti, complice il vaping che abbassa barriere e percezione del rischio.
Le relazioni nazionali parlano chiaro: la spesa complessiva per stupefacenti resta enorme, mentre i sequestri oscillano; sul territorio romagnolo l’estate ha portato operazioni mirate lungo assi tradizionali (stazioni, lungomare, locali notturni) e sulle consegne “on demand” organizzate via social o sulle app di messaggistica.
La cocaina è la regina del valore, con filiere che arrivano via mare o su gomma e una rete di micro-distribuzione capillare in mano soprattutto agli albanesi. Cresce la presenza di crack, più economico e immediato, e aumenta il coinvolgimento di minorenni nello spaccio. In corsia, la “bianca” pesa su decessi e ricoveri droga-correlati: lo vedono pronto soccorso e Sert, ma anche i medici di guardia nei weekend estivi.
Sul fronte cannabis, la parola chiave è potenza: infiorescenze spinte e derivati concentrati convivono con cannabinoidi sintetici venduti come “erbe legali”, in realtà molecole di laboratorio capaci di scatenare allucinazioni, panico, eventi avversi imprevedibili.
Fra le novità pericolose rientrano i nitazeni, oppioidi sintetici che possono sfuggire ai test standard: l’allerta non significa “emergenza conclamata” in Romagna, ma indica un rischio reale che richiede formazione clinica, disponibilità di test specifici e Naloxone sul territorio.
Il mercato, intanto, cambia pelle. Le mafie storiche mantengono i canali all’ingrosso, ma i laboratori europei di droghe sintetiche (anfetamine, catinoni, miscele da party) riforniscono un catalogo sempre più vario. La poliassunzione è la regola: cocaina con ketamina, “cocaina rosa” che rosa non è (spesso un mix di MDMA, ketamina e 2C-B), alcol come acceleratore. In riviera i fine settimana e i ponti fanno da volano: afflussi turistici, serate lunghe, nuovi punti di contatto tra domanda e offerta.
Che fare, qui, adesso? Tre mosse. Prevenzione mirata: parlare ai 13–17enni nelle scuole e nelle società sportive, spiegare il rischio dei mix e del vaping. Riduzione del danno: presidi mobili nei luoghi della movida, kit informativi, Naloxone dove serve, formazione per baristi, buttafuori e volontari. Sanità e analisi: aggiornare i pannelli tossicologici (anche su nitazeni e cannabinoidi sintetici), creare un percorso rapido dal pronto soccorso ai servizi territoriali e potenziare le équipe nei mesi caldi.
La Romagna ha già dimostrato, in altre emergenze, di saper fare squadra. Dietro alle luci della Riviera c’è una rete che lavora: forze dell’ordine, Sert, Comuni, volontariato. L’estate dei sequestri ci dice che il mercato cambia in fretta; tocca a noi cambiare più in fretta ancora, per salvare chi rischia di perdersi tra uno stabilimento e una pista da ballo.