La variazione al bilancio di previsione 2026-2028, discussa giovedì sera in Consiglio Comunale a Cesenatico, per il Partito Democratico non è solo un passaggio tecnico. Nelle parole del capogruppo Mario Drudi diventa un vero e proprio giudizio sulla strada imboccata dall’amministrazione in questi dieci anni di governo cittadino.
Drudi risponde con decisione a chi imputa alla maggioranza “poca visione”: “Si può non condividere la visione – afferma – però non vederla significa essere ciechi”. La visione rivendicata dal PD è quella di una “città pubblica” messa al centro delle scelte politiche e di bilancio, a partire dal primo mandato fino all’attuale.
Secondo il capogruppo dem, basta osservare come è cambiata Cesenatico dal punto di vista degli spazi e delle infrastrutture pubbliche per cogliere il filo conduttore: interventi importanti sugli edifici scolastici, verifiche e lavori robusti sui ponti, senza “spacciare” o svendere il patrimonio dell’ente, e una serie di opere “che hanno interessato il porto, le banchine e il mercato ittico, oltre al recupero della colonia Tre Alpi, che ha riqualificato un quartiere in difficoltà”.
Drudi ricorda che le opere pubbliche hanno tempi lunghi, perché tra decisione, finanziamento e cantieri “bisogna fare i conti anche con la natura turistica della città, che in estate deve continuare a lavorare”. Ma proprio la continuità degli interventi dimostrerebbe, secondo il PD, che “la rotta è chiara e coerente”.
Un altro passaggio chiave è quello sul Parco di Levante: l’amministrazione, sottolinea il capogruppo, non si è limitata a gestire l’esistente, ma ha avuto un ruolo attivo, “creando le condizioni” perché certi processi si realizzassero. “Questa amministrazione – ricorda – ha formalizzato l’acquisto del Parco di Levante: prima lo avevamo in prestito, lo consideravamo nostro, ma oggi appartiene davvero alla città di Cesenatico”.
Sul tema delicato della zona colonie e del rapporto con i privati, Drudi rivendica un approccio chiaro: dialogo sì, ma senza inchini. “Nessuna amministrazione si può permettere il lusso di non parlare con i portatori di interesse – spiega – però qui non si dice sì a prescindere. Non si dice mai sì a prescindere se si mette al centro l’interesse pubblico”.
Per il Partito Democratico, sia dalla maggioranza che dall’opposizione, il primo dovere degli eletti resta quello “di rispondere alla città, non a interessi particolari”. Da qui l’invito a “non banalizzare la variazione di bilancio”, che va letta insieme a quella approvata qualche tempo fa “come parte di un percorso più ampio di programmazione e investimento sulla città pubblica”.
In chiusura, Drudi annuncia il voto favorevole del gruppo PD, ribadendo che il bilancio 2026-2028 “non è un semplice esercizio contabile, ma lo strumento con cui proseguire una trasformazione” che, per i democratici, ha già lasciato segni “chiari, evidenti e incontrovertibili” sul volto di Cesenatico.