22 Settembre, 2026 Cesenatico

E adesso non cominciamo ad alzare il prezzo della benzina…

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente spingono in alto le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e riaccendono l’allarme sui carburanti. Ma il messaggio del governo è netto: nessuno pensi di trasformare la crisi internazionale in un’occasione per gonfiare i listini. È questo il senso delle prime riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocate il 6 marzo per fare il punto sull’andamento di benzina e gasolio e per predisporre un rafforzamento immediato dei controlli.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha richiamato tutti alla prudenza: allo stato attuale il prezzo medio dei carburanti resta sotto i 2 euro al litro, quindi lontano dai picchi toccati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Proprio per questo, la linea è chiara: monitorare ogni anello della filiera e impedire che le tensioni internazionali diventino il pretesto per rincari ingiustificati.

Al termine dell’incontro, Urso si è confrontato con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per definire ulteriori azioni di contrasto a eventuali fenomeni speculativi. Tra queste, un piano operativo della Guardia di Finanza, chiamata a intensificare i controlli su tutta la catena, dalla produzione alla distribuzione. Non solo pompe di benzina, dunque. L’attenzione si concentra soprattutto a monte, dove si formano i prezzi e dove eventuali anomalie possono scaricarsi rapidamente sui consumatori.

Secondo il ministero, sulla rete italiana non risultano al momento fenomeni speculativi diffusi, anche se una ventina di casi segnalati da Mister Prezzi è già all’esame delle Fiamme Gialle. Intanto i rincari ci sono: rispetto al 27 febbraio, i prezzi medi self sono saliti a 1,76 euro al litro per la benzina e a 1,91 per il gasolio, con aumenti più marcati proprio sul diesel. Un rialzo che, secondo il governo, va seguito con attenzione perché non risulta ancora giustificato da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato.

In altre parole, l’avviso è partito: la crisi internazionale pesa, ma i furbetti del carburante sono avvisati.

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