22 Settembre, 2026 Cesenatico

«È giusto che vadano davanti al Buon Dio», «m’è piaciuto molto farlo»: le intercettazioni sulle morti sospette in ambulanza

«Questi poveri vecchietti soffrono troppo… è giusto che vadano davanti al Buon Dio… E poi m’è piaciuto molto farlo… Anzi lo devo rifare al più presto…». Sono le parole che gli inquirenti attribuiscono a Luca Spada in una conversazione telefonica intercettata e ora confluita nelle carte dell’indagine coordinata dalla Procura di Forlì. Frasi pesantissime, riportate da fonti investigative, che si inseriscono nell’inchiesta sui decessi sospetti di alcuni anziani morti durante o subito dopo trasferimenti in ambulanza.

Spada, 27 anni, operatore della Croce Rossa del comitato di Forlimpopoli-Bertinoro, poi sospeso, e autista di mezzi di soccorso, è stato arrestato sabato dai carabinieri della compagnia di Forlì e dal Nas di Bologna in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip. L’accusa, allo stato, riguarda un singolo episodio: l’omicidio aggravato dall’uso di sostanze venefiche nel caso di Deanna Mambelli, 85 anni, morta il 25 novembre 2025 durante un trasporto sanitario dall’ospedale Morgagni a una clinica privata.

Secondo gli esiti dell’autopsia, sul corpo della donna sarebbero state riscontrate masse gassose compatibili con un’embolia gassosa provocata intenzionalmente tramite l’introduzione di aria o altre sostanze. È questo il caso che ha fatto scattare l’approfondimento investigativo, ma la Procura sospetta che non si tratti di un episodio isolato. Sotto esame ci sono almeno altri cinque decessi ritenuti anomali, avvenuti tra febbraio e novembre 2025, in turni nei quali Spada risultava in servizio.

L’indagato ha sempre respinto ogni accusa. In una intervista televisiva del 4 marzo scorso aveva dichiarato: «Sono innocente, solo 5 casi su 200 persone trasportate». Intanto, però, gli accertamenti si sono allargati. Gli investigatori attendono ulteriori riscontri anche dalle analisi del Ris di Parma su aghi, siringhe e bisturi sequestrati. I carabinieri hanno inoltre perquisito un’agenzia di pompe funebri di Meldola, dove il giovane lavorava stabilmente come necroforo. Un ulteriore fronte d’indagine riguarda proprio l’eventuale collegamento tra l’attività nel settore funebre e i decessi sospetti contestati. La Procura ritiene concreto il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove.

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