7 Novembre, 2026 Cesenatico

È morto ieri a Cesenatico Vincenzo Di Grazia, il “prof coi tacchi a spillo”

È morto a Cesenatico, nel suo appartamento affacciato su viale delle Nazioni sopra il bar La Perla, Vincenzo Di Grazia, l’insegnante ribattezzato dalla cronaca il “prof coi tacchi a spillo”. Negli ultimi mesi aveva avuto gravi problemi di salute e, dopo un infarto che l’aveva reso praticamente invalido, era regolarmente seguito dagli assistenti sociali. 

A dare l’allarme è stata un’infermiera che nel pomeriggio di ieri, attorno alle 14, ha suonato più volte al suo citofono senza ottenere risposta. Preoccupata, ha contattato le forze dell’ordine. Una volta entrati in casa, gli operatori hanno trovato Di Grazia già privo di vita. Inutile l’intervento del 118: i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. L’uomo viveva da solo e, come detto, era monitorato dai servizi competenti.

Il nome di Di Grazia era balzato alle cronache nel 2006, quando su YouTube comparvero alcuni filmati girati con il cellulare dai suoi studenti dell’istituto alberghiero di Cervia: il professore entrava in classe indossando tacchi a spillo, pantaloni aderenti, top nero, trucco e cerchietto tra i capelli. Una “performance provocatoria”, l’aveva definita lui stesso, spiegando di voler catturare l’attenzione dei ragazzi sulla sua materia, l’italiano.

Il clamore mediatico fu enorme. Il Provveditorato dispose un’ispezione e dalla relazione prese le mosse un’inchiesta penale per molestie e disturbo alle persone, coordinata dal pm Roberto Ceroni, nata da diversi episodi contestati nel periodo di insegnamento. Di Grazia, successivamente trasferito all’istituto Valturio di Rimini e sospeso con dimezzamento dello stipendio, si oppose al decreto penale di condanna e il caso approdò in tribunale.

Nel giugno 2022 arrivò la sentenza: condanna a un’ammenda di 2.064 euro, più le spese processuali, per quasi tutti gli episodi contestati, con assoluzione per uno di essi, a fronte di una richiesta della Procura di dieci mesi.

Dietro l’etichetta del “prof coi tacchi a spillo”, gli studenti ricordano un insegnante colto, appassionato di musica e lingue straniere, spesso schivo e introverso nella vita privata. La sua storia, tra provocazione, fragilità personali e tempesta mediatica, si chiude ora in silenzio nel piccolo appartamento di Cesenatico dove ha trascorso gli ultimi anni.

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