Dopo l’11 settembre il mondo avrebbe potuto imboccare una strada diversa. In un esercizio di immaginazione, proviamo a ipotizzare che l’Islam politico e culturale abbia prevalso sull’Occidente, imponendo non solo un nuovo ordine geopolitico ma anche un diverso paesaggio urbano.
Per capire come sarebbero cambiate le nostre città, ci siamo affidati all’intelligenza artificiale, chiedendole di ridisegnare gli spazi iconici del nostro territorio in chiave islamica.
Il risultato è sorprendente: i municipi assumono le forme di madrase ornate da arabeschi blu e turchesi, i campanili si trasformano in minareti che scandiscono la vita con l’adhan, le piazze diventano cortili ombreggiati da portici e fontane per l’abluzione. Perfino gli hotel di lusso si vestono di maioliche geometriche e calligrafie dorate, mentre i grattacieli si allungano verso il cielo come torri infinite, rivestite di mosaici.
La spiaggia romagnola si popola di famiglie in abiti tradizionali (scordatevi i bikini), le vele colorate del porto portano iscrizioni coraniche e le passeggiate sul canale ricordano i souk mediorientali.
È un mondo alternativo, al tempo stesso familiare e straniante, che ci interroga su quanto la cultura plasmi lo spazio pubblico. L’esperimento non è una previsione nè un orizzonte minaccioso, ma semplicemente uno specchio: mostra come i luoghi che conosciamo possano assumere significati nuovi se osservati con altri occhi.
La moschea di San Giacomo

Il consiglio comunale dei califfi

L’Iper Rubicone come un emporio di Dubai

In spiaggia addio bikini…

Kebab al posto dei chioschi di piadina

Più che un Municipio… un minareto

Passeggiata sul porto

Il mercato del venerdì

Il Gran Hotel Da Vinci

Mohamed Salah al posto di Pantani
