Dopo il tentativo di furto del 13 gennaio, il chiosco di piadina nel parco del Pettirosso, nel quartiere di Madonnina Santa Teresa, è stato preso di mira altre due volte: il 16 gennaio e poi nella notte tra il 1° e il 2 febbraio, nella stessa fascia oraria, tra mezzanotte e mezza e l’una e mezza.
Elena e Sara, mamma e figlia titolari del chiosco, hanno già presentato le denunce e consegnato i filmati: dalle telecamere, dicono, si vede che a colpire sono sempre le stesse persone.
Il paradosso è che dentro non c’è più nulla. Dopo anni di incursioni, nel chiosco non restano neppure gli spiccioli di rame: fondo cassa azzerato, registratore vuoto, contante zero. Eppure i raid continuano e il copione è identico: serrature rovinate, infissi forzati, porte fuori asse, attrezzature spostate. Bottino nullo, ma danni che si sommano e ricadono su chi lavora.
A rendere tutto più facile, sostengono, è il contesto: incastonato in un’area troppo buia e deserta di notte, quel chiosco è una tentazione esagerata per i malintenzionati.
L’ultima conseguenza non è solo economica, ma anche psicologica: “In queste notti abbiamo dormito pochissimo”. Gli assalti arrivano quando il parco si svuota e l’illuminazione lascia zone d’ombra: servono più passaggi e un punto luce stabile, prima che la solita banda torni a colpire.