Ma come e dove spende i soldi della sua vacanza il turista-tipo che alloggia a Cesenatico? I dati raccolti da Mastercard non saranno un oracolo ma rappresentano una fotografia senza dubbio affidabile per capire meglio il mondo dell’ospitalità: gli hotel – com’era prevedibile – assorbono circa la metà del budget dei turisti e continuano a crescere, spinti da una domanda che ricerca comfort e prossimità al mare.
Subito dopo la ristorazione: il 22,84% della spesa (+5%) racconta la voglia di sapori locali, tra trattorie, street food e locali d’atmosfera, con scontrini medi sostenuti ma percepiti come “parte dell’esperienza”.
Il dato che cambia la fotografia è quello dei supermercati (7,82%, +6%): più seconde case, più solo pernottamento o mezza pensione, più acquisti smart per colazioni e pranzi veloci. La vacanza diventa modulare: si alternano pasti light, snack on the go e cene mirate nei posti iconici, riducendo la dipendenza dalla pensione completa.
All’opposto, l’abbigliamento scende al 5,27% (–8%): lo shopping moda in villeggiatura perde appeal, complice l’e-commerce e una maggiore attenzione al prezzo. In contrazione anche alcune voci di intrattenimento e carburante, segno di soggiorni più stanziali e di una mobilità pianificata.
Spicca il +12% di bar, negozi di vino e liquori: tra enoteche, cocktail bar e shop specializzati si consolida un’abitudine al bere di qualità, fatta di degustazioni, storytelling e prodotti del territorio. Un filone che apre opportunità per operatori F&B e micro-produttori.
In sintesi, l’estate 2025 a Cesenatico (fonte: Mastercard, dati consolidati 2025) racconta un turismo più ibrido: meno formule all-inclusive, più spesa diffusa tra market e locali, centralità di ospitalità e food & beverage.
Per gli operatori l’indicazione sembra chiara: puntare su flessibilità, partnership hotel-ristoranti, proposte gourmet accessibili e percorsi di degustazione che valorizzino l’identità romagnola.