Nelle pieghe della carta ingiallita, tra appunti a margine e calligrafie d’altri tempi, riaffiora un frammento decisivo della storia cittadina. A riportarlo alla luce è Mauro Altini, studioso cesenaticense e autore di ricerche sui nodi civici e politici del territorio. Sfogliando gli impolverati registri comunali, Altini ha individuato la delibera n. 44 del 1924 con cui Cesenatico, in linea con l’orientamento nazionale dell’epoca, conferì la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Il testo, firmato dal Commissario Prefettizio e dal Segretario comunale, è un perfetto specchio della retorica ufficiale: si richiama «l’esempio dato da Roma e dalle più importanti città d’Italia», si esalta l’«opera magnifica di risanamento e di ricostruzione morale e materiale della Nazione» attribuita al «Sig. On. Benito Mussolini, Ministro di S. M. il Re d’Italia e Duce del Fascismo». In nome di quei sentimenti, «sicuro di interpretare l’amore e la devozione della popolazione tutta», l’amministrazione del tempo delibera di nominare «S. E. Benito Mussolini, primo Ministro d’Italia, cittadino onorario del Comune di Cesenatico».

È una formula solenne, vergata in grafia elegante, che racconta più di molte cronache: l’adesione al lessico dell’ideologia, la spinta alla “fascistizzazione” della vita civica, la ricerca di un allineamento simbolico con il potere centrale. La pagina, oggi nuovamente leggibile, non è un’eccezione isolata ma parte di una stagione che vide molte municipalità adottare analoghe deliberazioni. A margine dei registri compare anche un richiamo a un successivo atto del 1938, con il conferimento della cittadinanza onoraria al cavalier Gaetano Ceschina: ulteriore tessera di un mosaico amministrativo che merita approfondimento.
Il ritrovamento non chiede di emettere sentenze, ma di riconoscere la concretezza dei documenti. Grazie alla ricerca archivistica di Altini, Cesenatico dispone ora della prova diretta di quella scelta compiuta un secolo fa. Un fatto storico, restituito alla comunità con la sobrietà delle carte.