22 Settembre, 2026 Cesenatico

Educazione sessuale a scuola, cosa cambia con il ddl sul consenso informato

Con il disegno di legge Valditara approvato dalla Camera, cambia il modo in cui le scuole potranno proporre attività di educazione sessuale e affettiva. Per tutte le secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) qualunque attività curricolare o extracurricolare che tratti sessualità, affettività, relazioni e orientamento sessuale richiederà un consenso scritto, informato e preventivo. Per i minorenni firmano i genitori, per i maggiorenni gli studenti stessi.

Le scuole dell’infanzia e primarie vengono invece escluse da qualsiasi attività aggiuntiva su questi temi: non si potranno organizzare progetti extra ad hoc, ma si dovrà rimanere dentro le indicazioni dei programmi scolastici generali. Di fatto, l’educazione sessuo-affettiva strutturata è consentita solo dalle medie in su, e comunque se le famiglie danno l’ok. 

Il consenso non potrà essere “al buio”. Almeno sette giorni prima dell’incontro la scuola dovrà inviare un modulo informativo con: finalità, obiettivi educativi, contenuti, modalità di svolgimento, eventuali esperti esterni coinvolti. Il materiale didattico che sarà usato dovrà essere messo a disposizione dei genitori per una visione preventiva.

Se una famiglia nega il consenso, la scuola non può semplicemente esonerare lo studente e lasciarlo senza attività: dovrà organizzare proposte formative alternative, inserite nel Piano triennale dell’offerta formativa e gestite attraverso gli strumenti di flessibilità e autonomia già previsti.

Cambiano anche le regole per gli esperti esterni: la loro partecipazione dovrà essere deliberata dal collegio docenti e approvata dal consiglio d’istituto, valutando titoli, esperienza, coerenza con le finalità educative e adeguatezza all’età degli studenti. Nei corsi extracurriculari con minorenni dovrà essere presente almeno un docente della scuola.

Cosa non cambia? Le Indicazioni nazionali e i programmi restano in vigore: il ddl interviene sulle attività specificamente dedicate a sessualità e affettività, non sull’intero impianto educativo. Inoltre il testo è solo alla prima lettura: dovrà essere esaminato dal Senato, anche se dal Governo e dalla maggioranza non si attendono modifiche sostanziali.

In sintesi, per famiglie e studenti il cambiamento principale è questo: l’educazione sessuo-affettiva non sparisce dalle scuole, ma diventa un percorso a cui si accede solo con un sì esplicito e formalizzato, e con regole procedurali molto più rigide rispetto al passato.

Qui sotto la legge

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