22 Settembre, 2026 Cesenatico

Emilia-Romagna 2026: le 9 storie che diranno dove stiamo andando

Il 2026 in Emilia-Romagna si apre con una certezza: i temi “quotidiani” saranno quelli più esplosivi. Prima di tutto la casa. Non è solo il costo degli affitti: è la possibilità di restare nei centri storici, di lavorare nelle località turistiche senza dormire in auto, di studiare nelle città universitarie senza essere espulsi dal mercato. La partita si intreccia con gli affitti brevi, con l’attrattività economica e con le scelte urbanistiche legate alla sicurezza del territorio.

Subito dietro, la sanità. Il 2026 potrebbe segnare una svolta nel rapporto con i medici di base e nel modo in cui i cittadini entrano nel sistema: Case di Comunità, CAU, liste d’attesa, mobilità sanitaria. Sono parole tecniche, ma traducono una domanda semplice: “Quanto tempo devo aspettare, e quanto lontano devo andare, per curarmi bene?”.

Poi c’è il clima, che non aspetta i calendari. Dopo due anni durissimi e un 2025 meno feroce, basta un’allerta importante a ricordare che l’emergenza è diventata normalità. Cantieri idrogeologici, manutenzioni, frane in Appennino: nel 2026 si misurerà la capacità di trasformare la paura in opere utili, rapide e trasparenti.

E a proposito di opere: il Pnrr suona la campanella. Entro il 30 giugno i lavori devono correre, e tra i simboli più visibili c’è la tramvia di Bologna: difficile pensare all’esercizio commerciale già nel 2026, ma i primi test e l’impatto dei cantieri sulla città saranno uno spartiacque.

In politica, sarà un anno senza grandi “urne”, ma pieno di posizionamenti: con lo sguardo al 2027 e con uno snodo che può ridisegnare i fronti, il referendum confermativo sulla riforma della giustizia (data da definire). Intanto alcune città andranno al voto e ogni mossa peserà doppio.

Ci sono poi le storie che tengono il fiato sospeso: l’attesa della sentenza per il caso Chiara Petrolini, con passaggi decisivi sulle perizie e un processo destinato a segnare la cronaca giudiziaria regionale.

Sul fronte sviluppo, il 2026 potrebbe essere l’anno di una nuova politica aeroportuale: Bologna cresce, gli scali minori arrancano. L’obiettivo sarà riequilibrare flussi e sostenibilità, e capire se incentivi e strategie bastano a evitare un sistema a due velocità.

Non solo emergenze: il 2026 è anche memoria e identità. A dieci anni dalla scomparsa, Umberto Eco torna al centro con un grande appuntamento accademico che parla di sapere, università, futuro.

E infine lo sport, che spesso racconta i territori meglio di un convegno: Modena capitale della pallavolo con l’Europeo, una festa popolare capace di rimettere al centro comunità e orgoglio. In sintesi: nel 2026 non mancheranno titoli. Ma, soprattutto, non mancheranno scelte.

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