Nel 2024 circa 30 mila persone in Emilia-Romagna si sono rivolte ai Servizi per le dipendenze patologiche; quasi 1.500 (4,9%) per problemi legati al gioco d’azzardo.
Per l’assessore alla Sanità Massimo Fabi i dati sono “allarmanti”, anche perché in metà dei casi si tratta di un primo approccio alle cure: un segnale di un fenomeno in crescita, con l’online che accelera dal post-Covid.
La Regione ricorda che l’Emilia-Romagna è tra le aree con la raccolta più alta tra gioco fisico e digitale: nel 2024 la spesa pro capite è stata di 1.132 euro per maggiorenne residente. Sul fronte online i conti attivi sono quasi un milione e la perdita media è di 260 euro per conto.
Nel 2023 la raccolta complessiva è stata di 9,5 miliardi, +7% sull’anno precedente; l’online vale oltre il doppio rispetto al 2019. Coinvolti soprattutto uomini e giovani adulti, ma il fenomeno interessa sempre più adolescenti.
Da qui la campagna “Io non azzardo”, con l’Ausl di Ferrara, che spiega che “il banco è programmato per vincere”, e il Piano 2026-2028: informazione, interventi nelle scuole e più rete tra servizi. Prevista anche la formazione degli operatori sanitari e il coinvolgimento degli esercenti.
