7 Novembre, 2026 Cesenatico

Emilio Pericoli, domani la “voce gentile” di Cesenatico avrebbe compiuto 97 anni

Il 7 gennaio 1928, a Cesenatico, nasceva Emilio Pericoli: un nome che per molti è sinonimo di swing all’italiana, di dizione perfetta, di sorriso discreto e di una classe che oggi sembra rara. 

Se fosse stato ancora con noi, domani – 7 gennaio – avrebbe spento 97 candeline. E proprio da Cesenatico, dalla sua luce invernale e dal profumo di salsedine che non abbandona mai il porto-canale, vale la pena ripartire per ricordarlo.

Pericoli crebbe con la musica in testa e nelle mani: pianoforte e chitarra prima, poi la voce: una voce “gentile”, capace di farsi confidenza senza mai forzare. Dal dopoguerra in avanti la sua carriera decollò tra radio, teatro e incisioni, fino a entrare nel cuore del grande pubblico nei primi anni Sessanta. Nel 1961 la sua versione di “Al di là” volò oltre confine, arrivando a risultati sorprendenti anche nei mercati anglosassoni: era un’Italia che cantava, e veniva ascoltata.

Poi Sanremo: nel 1962 “Quando quando quando”, in coppia con Tony Renis, e l’anno dopo l’apice con la vittoria grazie a “Uno per tutte”, ancora con Renis. Nella stessa edizione Pericoli portò anche “Sull’acqua”, confermando una versatilità rara: leggero senza essere superficiale, romantico senza zucchero in eccesso. Sempre nel 1963, a Londra, rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest e conquistò un prestigioso terzo posto: un biglietto da visita internazionale, con il garbo come marchio.

Eppure, anche quando le luci della ribalta erano lontane, il legame con Cesenatico rimase un filo resistente. Qui c’erano le radici, la familiarità dei luoghi, l’orgoglio di essere romagnolo senza bisogno di proclami. Non è un dettaglio che, dopo la sua scomparsa nel 2013 a Savignano sul Rubicone, l’ultimo saluto lo abbia riportato a casa: Pericoli riposa nel cimitero di Cesenatico, come a chiudere un cerchio iniziato proprio su queste strade.

Ricordarlo oggi significa celebrare non solo un cantante, ma un modo di stare sul palco e nella vita: misurato, elegante, sincero. E significa restituire a Cesenatico uno dei suoi figli più illustri, la cui voce continua a “tenere il tempo” come le barche in darsena: con calma, con stile, con quel ritmo che sa di mare. E che, come accade per tanti grandi artisti, va ben oltre la vita terrena.

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