Dopo tre anni di rinvii, oggi (12 ottobre) debutta negli scali europei l’Entry/Exit System, la piattaforma che digitalizza i controlli per i viaggiatori di Paesi terzi esenti da visto — come Regno Unito, Stati Uniti, Israele, Giappone o Brasile — diretti o in uscita dall’area Schengen per soggiorni fino a 90 giorni su 180.
Per i cittadini Ue non cambia nulla. L’EES manda in pensione il timbro manuale: ai varchi verranno registrati dati biometrici (impronte digitali, volto e, dove previsto, iride) insieme a nome, data e punti di ingresso/uscita.
Per accelerare i flussi è prevista una registrazione preliminare ai chioschi automatici in area aeroportuale o di frontiera: si scansiona il passaporto, si rilasciano le impronte (esenti i minori di 12 anni) e si risponde a quattro domande standard, tra cui indirizzo di soggiorno e mezzi economici a copertura della permanenza.
Le registrazioni di ingressi, uscite e rifiuti di ingresso saranno conservate per tre anni; i fascicoli personali un giorno in più, poi cancellazione automatica e nuova raccolta alla visita successiva.
L’obiettivo è duplice: ridurre le code e rafforzare il controllo dei movimenti verso l’Europa. L’Unione ha investito 142 milioni di euro nello sviluppo, affidato a un consorzio con IBM, Leonardo e Atos. La messa a regime completa è attesa entro aprile 2026 con un’introduzione graduale nei principali punti di frontiera.