L’estate 2025 dei lidi ravennati si chiude con un segno meno. Secondo Maurizio Rustignoli, presidente della cooperativa Spiagge Ravenna, gli stabilimenti balneari hanno registrato un calo medio del 20% nei fatturati. Una flessione che conferma i timori già emersi nei mesi di giugno e luglio, quando la stagione era partita con il freno tirato.
«A un giugno e luglio deludenti – spiega Rustignoli – è seguito un agosto con presenze e incassi in linea con l’anno precedente. Anche le prime settimane di settembre, favorite dal bel tempo, hanno portato numeri simili al 2024. Ma il recupero non è stato sufficiente a colmare le perdite».
Il problema non riguarda solo le presenze, ma soprattutto i consumi: le famiglie italiane, frenate da una riduzione della capacità di spesa, hanno inciso meno sui bilanci degli operatori. A ciò si aggiunge una congiuntura complicata, tra incertezze finanziarie, instabilità geopolitica e guerre che frenano la programmazione turistica.
Per Rustignoli, l’estate appena conclusa rappresenta un “antipasto” di quello che potrebbe accadere nei prossimi anni: «Senza un aumento significativo degli stipendi non sarà possibile invertire la rotta. Non si tratta di abbassare la qualità dell’offerta, ma di renderla sempre più interessante e sostenibile».
La sfida si giocherà già a ottobre, con la fiera del Sun a Rimini, occasione per un’analisi a tutto campo. Sullo sfondo resta il nodo della direttiva Bolkestein, che continua a pesare come una spada di Damocle sul futuro delle concessioni.
Ora lo sguardo si sposta a Cesenatico e alla costa romagnola, da cui si attendono i dati ufficiali per completare il quadro regionale. Se le tendenze verranno confermate, sarà necessario aprire un tavolo tra istituzioni e operatori per individuare strategie comuni in grado di garantire stabilità e crescita a un comparto che rimane centrale per l’economia turistica dell’Emilia-Romagna.