A Cesenatico e dintorni l’ex colonia Bonomelli continua a far parlare di sé. Non tanto per il progetto – ormai definito nei dettagli con l’ultimo accordo operativo – quanto per la vera variabile che, secondo molti, tiene congelata la partita: il prezzo.
Secondo quanto filtra dal mercato locale, Luca Zaccheroni oggi privilegerebbe la vendita dell’intero complesso immobiliare. La cifra che circola – si dice – sfiora i 5 milioni di euro: una richiesta che, tradotta in termini di prodotto, porta a un impatto stimato attorno ai 180mila euro per unità abitativa. Una quotazione considerata “un po’ alta” dalle agenzie immobiliari del territorio: l’intervento è giudicato “molto appetibile” sulla carta, ma a quelle condizioni economiche rischia di non reggere, soprattutto per chi deve far quadrare i conti tra costi di cantiere, oneri e tempi.
Nelle agenzie immobiliari della zona la lettura è piuttosto netta: “È il prezzo di chi non ha bisogno di vendere”, dicono. Il che, nella pratica, significa che molti addetti ai lavori si aspettano – e in parte auspicano – una rimodulazione al ribasso con il passare dei mesi, se l’obiettivo resterà davvero quello di cedere il pacchetto.
Il contesto, del resto, è noto. L’area tra viale Carducci, viale Milano e via dei Mille (4.180 metri quadri) ospita un villino liberty su via dei Mille, il fabbricato dell’ex colonia e un secondo villino su viale Carducci. Gli edifici sono inutilizzati e in stato di degrado; fa eccezione il grande piazzale esterno, asfaltato, che continua a essere utilizzato come parcheggio.
Sul fronte urbanistico, però, la rotta è segnata. Con l’approvazione definitiva dell’accordo operativo, il modello di sviluppo condiviso con il Comune di Cesenatico è residenziale-abitativo: demolizione dell’ex colonia e recupero, tramite restauro conservativo, dei due villini storici. Qui potranno trovare posto fino a cinque unità abitative (due appartamenti nel villino di viale Carducci e tre in quello di via dei Mille). La parte nuova prevede quattro edifici residenziali di tre piani, per un totale di 28 appartamenti, serviti da un unico piano interrato con parcheggi.
Il progetto è curato dall’architetto Giovanni Lucchi insieme a Edoardo Preger e – secondo le indicazioni imposte dall’amministrazione – mira a valorizzare i due villini senza “schiacciarli” con la nuova edificazione. È stata proprio questa condizione sine qua non a far tramontare l’ipotesi alberghiera coltivata inizialmente ma resa, di fatto, incompatibile dal mantenimento dei vincoli sugli edifici di pregio. In parallelo, l’iter amministrativo si è fatto più lineare: per chi subentra, infatti, il quadro risulta oggi già impostato e, una volta ritirato il permesso di costruire, i lavori possono partire.
Resta, appunto, la scelta imprenditoriale. Luca Zaccheroni è in fase di analisi e non esclude del tutto un coinvolgimento diretto nello sviluppo, ma il suo profilo – e le sue mosse più recenti – parlano soprattutto di un impegno nel settore della ristorazione. Il successo del Maré, del “Quinto Quarto”, del locale a Milano e le ultime operazioni come l’ex Giardinetto raccontano una vocazione precisa: investimenti che orbitano stabilmente nel perimetro del food. È anche per questo che, oggi, l’ipotesi più concreta sarebbe la cessione dell’intera operazione, a patto di trovare un soggetto disposto a riconoscere la valutazione richiesta.
A carico dell’intervento resta inoltre il “beneficio pubblico” da 1,6 milioni di euro: rifacimento del tratto di viale dei Mille tra viale Trento e via Milano, rigenerazione di piazza Marconi (futura “piazza Marco Pantani”) e rifacimento dei marciapiedi dell’isolato, danneggiati dalle radici dei pini.
Un’occasione rara, a pochi passi dal mare. L’accordo vale dieci anni: il tempo c’è, ma il mercato – almeno per ora – continua a ripetere lo stesso ritornello: “I potenziali acquirenti ci sono, ma non a quelle pretese economiche”. Il progetto, in ogni caso, è pronto, l’iter è tracciato e dunque la partita si sbloccherà – se si sbloccherà – quando il prezzo sarà percepito come sostenibile.