7 Novembre, 2026 Cesenatico

Ex Nuit, Zamagni vota contro: “Due pesi e due misure sul residenziale”

Non un “no” alla riqualificazione, ma un “no” alla disparità tra zone della stessa città. È questa la posizione espressa in Consiglio comunale da Filippo Zamagni, capogruppo della Lega, durante il voto sulla variante che sblocca la rigenerazione delle ex Colonie di Levante e consolida l’acquisizione dell’area ex Nuit da parte del Comune di Cesenatico. 

Zamagni parte da una premessa chiara: “L’intervento è senza dubbio migliorativo per Cesenatico. Del resto, demolire strutture fatiscenti e sostituirle con nuovi edifici residenziali rappresenta sempre un passo avanti dal punto di vista urbano e architettonico. E quindi, anche in questo caso, il miglioramento è scontato”, ha ribadito, ricordando anche la propria attività nel settore immobiliare (Zamagni è socio titolare di cinque agenzie di compra-vendita immobiliare su tutto il territorio romagnolo). 

Il nodo, però, è un altro. Per il leader della Lega la scelta di consentire la piena realizzazione della quota residenziale alle Colonie di Levante, eliminando l’ipotesi dell’hotel prevista in origine, evidenzia “una contraddizione rispetto ad altre zone della città”, in particolare Ponente. “Qui si è preso atto che l’hotel non è economicamente sostenibile e si è puntato sugli appartamenti. Dall’altra parte, invece, per anni si è continuato ad imporre una vocazione ricettiva, lasciando intere aree nel degrado”. 

Secondo il capogruppo leghista il mercato oggi parla chiaro: “Il comparto alberghiero attraversa una crisi strutturale, mentre la domanda residenziale a Cesenatico resta altissima”, con prezzi elevati e richieste superiori all’offerta. “Costruire appartamenti significa avere assegni circolari in mano”. Da qui la critica politica: “O questa è la linea per tutta la città, oppure non lo deve essere per nessuno”.

Zamagni ha inoltre messo in discussione l’equilibrio dello scambio pubblico-privato. Pur riconoscendo che il Comune ha riacquisito l’area ex Nuit, sottolinea come non vi sia stato l’investimento alberghiero inizialmente previsto. “Si è restituita un’area, ma senza costruire nulla in quella direzione. Sono due anni che il Comune ha in mano quel terreno e, ad oggi, non ci ha ancora detto che cosa vuole farci”. 

Per questi motivi il voto finale è stato contrario. “Non sono contro la riqualificazione – ha concluso – ma contro una visione che cambia da zona a zona”.

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