Approvate nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini le nuove tariffe orientative minime 2026 per i lavori di facchinaggio.
Gli accordi, siglati nei giorni scorsi nei tavoli provinciali con istituzioni, organismi di controllo, sindacati, associazioni della cooperazione e rappresentanze d’impresa, confermano uno strumento considerato centrale per contrastare illegalità, infiltrazioni e affidamenti al ribasso nel settore.
Le tariffe sono state aggiornate sulla base dell’indice Istat-Nic al 31 dicembre 2025, pari a +1,2%, e fissano il compenso minimo in economia a 25,18 euro l’ora. Il valore, calcolato tenendo conto dell’andamento reale dei costi aziendali e del lavoro, resterà valido per tutto il 2026.
Legacoop Romagna esprime apprezzamento per il rinnovo degli accordi, sottolineando il ruolo decisivo del confronto tra tutte le parti coinvolte. Per Forlì-Cesena e Rimini, in particolare, viene evidenziato l’impegno dei rispettivi Ispettorati territoriali del lavoro.
«Le tariffe minime rappresentano un presidio di legalità a tutela dei lavoratori e dei soggetti più deboli sul mercato», afferma il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi. Secondo Lucchi, la loro determinazione consente di individuare possibili comportamenti scorretti e di orientare l’attività di vigilanza sugli appalti sottocosto, responsabilizzando anche i committenti.
Gli accordi, nati nell’ambito degli Osservatori sul facchinaggio, vengono definiti da Legacoop Romagna un patto tra forze economiche, lavoro e istituzioni per rafforzare trasparenza, coesione sociale e correttezza d’impresa.