Domani (domenica) Cesenatico ospita la giornata conclusiva della quarta edizione del Festival de Genere 2025, un pomeriggio pensato per intrecciare riflessione, creatività e coralità, celebrando la bellezza delle differenze e la forza delle relazioni attraverso arte, musica e pratiche educative.
Il pomeriggio prende avvio al Museo della Marineria, dove alle 15:30 Alessandro Giovanardi e Simonetta Nicolini guidano il pubblico in “Dipanare il destino e tessere il corpo. La madre di Dio e le Antiche Dee”, un dialogo che attraversa storia dell’arte, simboli e archetipi femminili. Giovanardi, storico e critico d’arte, e Nicolini, storica dell’arte e curatrice, accompagnano i visitatori in un percorso che parte dalla mitologia per arrivare all’arte sacra, ricostruendo le filiere simboliche che legano iconografia, tessitura, ricamo e pratiche materne come metafore del femminile. L’itinerario combina reperti, immagini e letture critiche, offrendo uno sguardo suggestivo su come i modelli e gli archetipi siano mutati nel tempo.


Nel tardo pomeriggio, alle 17:30, il Cortile del Museo della Marineria ospita le restituzioni dei laboratori rivolti alle nuove generazioni. Il Coro in volo, diretto da Alberto Fattori, mette al centro le voci delle bambine e dei bambini della scuola primaria di Villamarina, trasformando il canto in pratica educativa, strumento di relazione e valorizzazione del senso civico.
A seguire, il progetto vocale curato da Paola Sabbatani, intitolato “Ma se tu mi canti, mai morirò…”, vede protagoniste studentesse e studenti dei licei di Cesenatico e Savignano sul Rubicone che – attraverso un repertorio ispirato a canti sudafricani – raccontano il processo laboratoriale che unisce tecnica, sperimentazione e impegno collettivo.
Il concerto di chiusura è affidato a Komos, coro nato all’interno della comunità LGBTQIA+ di Bologna che, con un repertorio che spazia dal Rinascimento alla contemporaneità, propone un finale capace di coniugare emozione, musicalità, diritto alla visibilità e celebrazione della diversità. Le armonie, le vibrazioni e le scintille di luce condivisa trasformano il cortile del museo in uno spazio di partecipazione corale, lasciando al pubblico una sensazione di energia collettiva e inclusiva.
La serata si conclude con una merenda a tema, curata dagli studenti e dalle studentesse dello IAL Emilia-Romagna, sede di Cesenatico, che restituisce al Festival la dimensione conviviale della comunità.
Con questa giornata, il Festival de Genere chiude il suo percorso, dimostrando come arte, educazione e riflessione pubblica possano intrecciarsi per costruire percorsi condivisi di prevenzione, cittadinanza e inclusione.