22 Settembre, 2026 Cesenatico

Festival de Genere, Cesenatico si interroga sugli archetipi femminili

Domani (domenica) Cesenatico ospita la giornata conclusiva della quarta edizione del Festival de Genere 2025, un pomeriggio pensato per intrecciare riflessione, creatività e coralità, celebrando la bellezza delle differenze e la forza delle relazioni attraverso arte, musica e pratiche educative.

Il pomeriggio prende avvio al Museo della Marineria, dove alle 15:30 Alessandro Giovanardi e Simonetta Nicolini guidano il pubblico in “Dipanare il destino e tessere il corpo. La madre di Dio e le Antiche Dee”, un dialogo che attraversa storia dell’arte, simboli e archetipi femminili. Giovanardi, storico e critico d’arte, e Nicolini, storica dell’arte e curatrice, accompagnano i visitatori in un percorso che parte dalla mitologia per arrivare all’arte sacra, ricostruendo le filiere simboliche che legano iconografia, tessitura, ricamo e pratiche materne come metafore del femminile. L’itinerario combina reperti, immagini e letture critiche, offrendo uno sguardo suggestivo su come i modelli e gli archetipi siano mutati nel tempo.

Nel tardo pomeriggio, alle 17:30, il Cortile del Museo della Marineria ospita le restituzioni dei laboratori rivolti alle nuove generazioni. Il Coro in volo, diretto da Alberto Fattori, mette al centro le voci delle bambine e dei bambini della scuola primaria di Villamarina, trasformando il canto in pratica educativa, strumento di relazione e valorizzazione del senso civico. 

A seguire, il progetto vocale curato da Paola Sabbatani, intitolato “Ma se tu mi canti, mai morirò…”, vede protagoniste studentesse e studenti dei licei di Cesenatico e Savignano sul Rubicone che – attraverso un repertorio ispirato a canti sudafricani – raccontano il processo laboratoriale che unisce tecnica, sperimentazione e impegno collettivo.

Il concerto di chiusura è affidato a Komos, coro nato all’interno della comunità LGBTQIA+ di Bologna che, con un repertorio che spazia dal Rinascimento alla contemporaneità, propone un finale capace di coniugare emozione, musicalità, diritto alla visibilità e celebrazione della diversità. Le armonie, le vibrazioni e le scintille di luce condivisa trasformano il cortile del museo in uno spazio di partecipazione corale, lasciando al pubblico una sensazione di energia collettiva e inclusiva.

La serata si conclude con una merenda a tema, curata dagli studenti e dalle studentesse dello IAL Emilia-Romagna, sede di Cesenatico, che restituisce al Festival la dimensione conviviale della comunità.

Con questa giornata, il Festival de Genere chiude il suo percorso, dimostrando come arte, educazione e riflessione pubblica possano intrecciarsi per costruire percorsi condivisi di prevenzione, cittadinanza e inclusione.

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