22 Settembre, 2026 Cesenatico

Finisce anche l’era delle modelle in carne ed ossa: l’IA irrompe sulle passerelle della moda

Un tempo erano le modelle in carne e ossa a dominare passerelle, cataloghi e campagne pubblicitarie. Oggi, però, la scena sta cambiando rapidamente. L’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa sta trasformando il settore della moda e della fotografia, al punto che sempre più aziende – anche locali – scelgono di affidarsi a modelle virtuali invece che a professionisti reali.
Il fenomeno non è più una curiosità tecnologica, ma una tendenza concreta. Grazie a software sempre più sofisticati, è infatti possibile creare immagini fotorealistiche di donne e uomini che non esistono, ma che hanno tratti, espressioni e pose perfettamente coerenti con le esigenze di un brand. Il vantaggio? Costi ridotti, totale controllo sull’immagine e tempi di realizzazione immediati. Se una volta uno shooting richiedeva giorni di lavoro, staff tecnico, location e budget importanti, oggi basta un algoritmo per generare un intero catalogo in poche ore.
Alcuni grandi marchi hanno già iniziato a utilizzare queste modelle digitali per presentare le collezioni online, risparmiando migliaia di euro in organizzazione. Non solo: con l’IA si possono ottenere modelle di ogni etnia, taglia ed età, adattabili a qualsiasi target, e soprattutto sempre disponibili, senza vincoli contrattuali. Questo porta inevitabilmente a una riflessione: quale futuro attende le professioniste della moda?
Gli addetti ai lavori parlano di un “terremoto silenzioso”. Agenzie di casting e fotografi temono un crollo delle richieste. Alcune modelle già denunciano meno ingaggi per shooting pubblicitari e cataloghi, soprattutto nel settore fast fashion e negli e-commerce, dove l’IA garantisce velocità e versatilità imbattibili.
Naturalmente non mancano le critiche. Molti sottolineano come l’uso massiccio di immagini artificiali rischi di allontanare ulteriormente la moda dalla realtà, proponendo corpi e volti inesistenti, frutto di un ideale digitale che alimenta standard irraggiungibili. Altri invece vedono in questo cambiamento un’opportunità: le modelle reali potrebbero concentrarsi su eventi dal vivo, sfilate, campagne di lusso e progetti in cui l’autenticità e il carisma umano ed empatico restano insostituibili.
Quel che è certo è che la professione di modella, come l’abbiamo conosciuta negli ultimi decenni, sta vivendo una metamorfosi. Le passerelle non spariranno, ma i cataloghi, le riviste online e le vetrine digitali sono già popolate da volti creati al computer. Una rivoluzione che solleva domande economiche, sociali ed etiche, e che segna un punto di non ritorno: nel mondo della moda, il confine tra reale e virtuale è ormai sempre più sottile.

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