Dopo anni di angoscia e conti in rosso, un artigiano forlivese può ricominciare. Nel settembre 2025 il Tribunale di Forlì ha disposto l’esdebitazione, azzerando oltre un milione di euro di passivo dopo il tracollo della sua azienda di carpenteria metallica.
Alla base della crisi: clienti falliti, contrasti tra soci, crollo degli ordinativi e carenza di liquidità; nessuna frode, nessun occultamento.
La procedura, nell’alveo del sovraindebitamento del Codice della crisi, è stata seguita dall’avvocato Riccardo Paganini e dal dottor Giuseppe Palmese, gestore nominato dall’Occ della Romagna. Sotto la supervisione del Tribunale sono stati liquidati beni e reddito eccedente, con un ritorno ai creditori pari al 7,77%.
Determinante la meritevolezza: il giudice ha ritenuto che le difficoltà fossero generate da fattori esterni. Con il provvedimento divenuto definitivo per mancata opposizione, l’uomo chiude una parentesi di debiti e torna a guardare al futuro.
Un caso che mostra come l’esdebitazione offra una seconda possibilità a chi collabora e agisce con trasparenza.