Il mercato dell’auto cambia passo e, con lui, le scelte degli automobilisti. In provincia di Forlì-Cesena le nuove immatricolazioni passano da 8.324 nel 2024 a 7.268 nel 2025: oltre mille targhe in meno, circa il 13% di calo.
Per i concessionari il primo ostacolo sono i prezzi: i listini restano alti, anche se alcune case stanno provando a rimediare. Determinanti, poi, gli incentivi: nel 2025 i fondi disponibili si sarebbero esauriti in 24-48 ore, un tempo troppo breve per avere un impatto reale sul comparto.
A frenare è anche la svalutazione: dopo un anno la perdita può toccare il 25-30%. Le innovazioni continue accelerano il deprezzamento e rendono più appetibile l’usato, che mette sul piatto modelli recenti a cifre più accessibili. E se elettronica e centraline possono creare spese impreviste, il motore resta affidabile: cresce chi valuta auto anche oltre i 150 mila chilometri.
Si allarga inoltre il noleggio: non più solo per partite Iva, ma sempre più per privati che vogliono “scaricare” i costi d’officina. L’elettrico fatica, mentre l’ibrido guadagna terreno per prestazioni e risparmi quotidiani.
Tra i marchi, Dacia guida (865), davanti a Volkswagen (594) e Fiat (508). Tesla scende a 43. Curiosità: più Ferrari (6) e nessuna Aston Martin.
