Si allarga anche alla Romagna l’inchiesta della Guardia di Finanza di Savona (foto generica) su un presunto sistema di frode fiscale legato al commercio di abbigliamento. Tra le attività finite nel fascicolo degli inquirenti figurano infatti negozi e società di diverse città italiane, tra cui Cesena (4 attività sotto la lente), Ravenna, Russi, Milano, Lecco e Napoli. Secondo quanto emerso, nell’indagine sarebbe coinvolto anche un noto negozio di abbigliamento di Cesenatico.
Il meccanismo ipotizzato dagli investigatori ruoterebbe attorno all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, emesse da società considerate “cartiere”: imprese formalmente attive, ma prive di una reale struttura aziendale, senza uffici, dipendenti o mezzi idonei allo svolgimento dell’attività dichiarata. Tali società, secondo l’accusa, sarebbero state create per documentare vendite fittizie di merce, consentendo alle aziende acquirenti di abbattere l’imponibile e ridurre le imposte dovute.
Le condotte contestate risalirebbero al periodo compreso tra il 2016 e il 2019. Al centro degli accertamenti vi sarebbero rapporti commerciali solo apparentemente regolari, dietro ai quali si sarebbe celato un giro di fatture false. Parte delle somme incassate dalle società cartiere sarebbe poi rientrata, secondo l’ipotesi investigativa, nelle disponibilità delle imprese reali.
La Procura di Savona ha chiesto e ottenuto un sequestro preventivo per oltre 542mila euro sui conti correnti di alcune società coinvolte. Il provvedimento è stato però annullato dal Tribunale del Riesame, che non ha ravvisato il pericolo concreto di dispersione delle somme. Il pubblico ministero ha quindi avanzato una nuova richiesta di sequestro urgente.
L’inchiesta resta aperta e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Al momento si tratta di ipotesi d’accusa.