In un tempo in cui i giovani vengono spesso descritti solo come smartphone-addict, chiusi in camera e disinteressati a tutto, arriva dall’Emilia-Romagna una fotografia diversa e incoraggiante. A scattarla è Save the Children che, nella XVI edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio, “Senza filtri”, mostra come gli adolescenti della nostra regione siano più curiosi e partecipi della media italiana.
Il primo dato a colpire è quello sulla lettura: il 62,5% dei ragazzi legge libri al di fuori dei testi scolastici, quasi dieci punti in più della media nazionale, ferma al 53,8%. Significa che, nonostante la competizione di schermi e social, molti continuano a trovare nei libri un luogo in cui riconoscersi, sognare, capire il mondo.
La stessa vitalità si ritrova nella pratica culturale. In Emilia-Romagna il 62,2% degli adolescenti ha visitato mostre o musei contro il 50,1% del resto d’Italia, e il 45,1% è stato in siti archeologici, a fronte del 40,2% nazionale. Numeri che raccontano famiglie e scuole capaci di accompagnare i più giovani fuori da casa, dentro spazi che parlano di storia e arte.
Anche la partecipazione agli eventi dal vivo è superiore alla media: il 38,2% è andato a teatro e il 32,6% a un concerto, mentre in Italia ci si ferma rispettivamente al 33,2% e al 33,3%. In un’epoca di contenuti in streaming, questi dati dicono che molti ragazzi scelgono ancora l’emozione condivisa di un palco, di un sipario che si apre, di una musica ascoltata insieme.
Solo l’11,3% degli adolescenti emiliano-romagnoli dichiara di non praticare alcuna attività fisica, contro il 18,1% a livello nazionale. Una differenza che parla di salute presente ma anche di prevenzione futura, di abitudini che proteggono il benessere fisico e mentale.
Il quadro tracciato da Save the Children non nega le fragilità, né cancella le ombre del disagio emotivo, ma mostra che in Emilia-Romagna esistono energie e risorse su cui costruire. Questi adolescenti che leggono, si muovono, frequentano teatri e musei sono il volto concreto di un futuro più colto e consapevole. Sta agli adulti non spegnere questa luce, ma sostenerla con politiche e spazi all’altezza dei loro sogni.