22 Settembre, 2026 Cesenatico

Gli studenti stranieri che tengono in piedi la ristorazione: allo IAL sono oltre il 70% del totale

La carenza di personale nella ristorazione, e non solo in questo settore, è un problema noto da anni. Senza entrare nel merito delle cause, c’è però un dato che arriva dalla scuola alberghiera di Cesenatico e che merita attenzione.

Allo IAL di Cesenatico gli studenti di origine straniera rappresentano circa il 70% del totale. Di questi, il 40% è composto da ragazzi marocchini o comunque africani, il 20% da studenti cinesi e un ulteriore 10% da giovani provenienti dai Paesi dell’Est Europa, tra rumeni, albanesi e ucraini.

Tradotto: a tamponare la cronica mancanza di personale nella ristorazione sono soprattutto gli stranieri. Un dato che racconta più di tanti slogan politici. Mentre da anni il turismo romagnolo lamenta l’assenza di camerieri, cuochi e personale di cucina, nelle scuole professionali sono proprio i figli dell’immigrazione a scegliere quei percorsi che molti italiani sembrano ormai evitare.

È una trasformazione sociale silenziosa, ma evidente. I “nuovi italiani” cucineranno, serviranno ai tavoli, lavoreranno negli hotel e nelle cucine della Riviera, contribuendo a mantenere viva una tradizione gastronomica che rappresenta una delle eccellenze più riconosciute del nostro Paese.

Forse basterebbe osservare una classe di una scuola alberghiera per capire la realtà di interi comparti lavorativi: senza immigrazione, diversi settori dell’economia italiana faticherebbero semplicemente a restare in piedi.

Questo non significa ignorare criticità, problemi di integrazione o costi sociali che in alcune realtà esistono e sono evidenti. Ma accanto al dibattito ideologico e agli slogan, ci sono anche dati concreti che raccontano un’altra realtà.

La VoceRomagnola

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