Il mare della Riviera romagnola supera l’esame di Goletta Verde. I risultati della storica campagna di monitoraggio di Legambiente, presentati a Cesenatico nell’ambito della quarantesima edizione dell’iniziativa, restituiscono infatti un quadro complessivamente rassicurante sullo stato di salute delle acque costiere dell’Emilia-Romagna.
Su undici punti campionati lungo il litorale regionale, ben dieci sono risultati entro i limiti previsti dalla normativa. Una fotografia positiva che conferma il buon livello della qualità delle acque marine della costa adriatica emiliano-romagnola, anche se resta una criticità che continua a riproporsi anno dopo anno: la foce del fiume Rubicone, tra Gatteo Mare e Savignano Mare.
È infatti l’unico punto risultato fortemente inquinato nei controlli effettuati il 9 giugno scorso dai tecnici e dai volontari di Legambiente. Una situazione che, secondo l’associazione ambientalista, non rappresenta un episodio isolato ma una problematica ormai strutturale. La foce del Rubicone compare infatti tra le criticità segnalate da almeno tre anni consecutivi, circostanza che porta Legambiente a chiedere una verifica approfondita dell’efficienza del sistema di depurazione delle acque reflue che insistono sul bacino.
Di segno opposto, invece, la situazione registrata a Cervia. La foce del fiume Savio, che nel monitoraggio del 2025 era risultata fortemente inquinata, quest’anno è rientrata pienamente nei limiti di legge. Un miglioramento significativo che rappresenta una delle notizie più incoraggianti emerse dalla campagna 2026.



Risultati positivi anche negli altri punti monitorati. Sono tutti entro i parametri i campioni prelevati a Porto Garibaldi, Casal Borsetti, Marina Romea, Punta Marina, Lido Adriano, Igea Marina, Rimini e Cattolica. Unica situazione da tenere sotto osservazione quella della foce del torrente Marano a Riccione, dove le concentrazioni batteriche rilevate risultano esattamente al limite massimo consentito dalla normativa vigente.
Durante la conferenza stampa, il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Davide Ferraresi, ha espresso soddisfazione per il quadro generale emerso dai monitoraggi, pur sottolineando la necessità di intervenire sulla situazione del Rubicone.
L’associazione ha inoltre evidenziato alcune criticità legate all’informazione ai cittadini. Nella maggior parte dei punti visitati dai volontari mancavano infatti i cartelli informativi sulla qualità delle acque, mentre in alcuni casi sono stati riscontrati divieti di balneazione poco chiari o apparentemente incoerenti con le indicazioni riportate sul Portale delle Acque del Ministero della Salute.
La tappa romagnola di Goletta Verde è stata anche l’occasione per affrontare temi più ampi legati all’ambiente e alla transizione ecologica. Legambiente ha ribadito la propria richiesta di accelerare sui progetti di eolico offshore previsti al largo della costa ravennate e ha richiamato l’attenzione sugli effetti della crisi climatica. Dal 2010 a oggi, infatti, l’Emilia-Romagna è stata interessata da 42 eventi meteorologici estremi, con le mareggiate tra i fenomeni più frequenti e dannosi.
Nel complesso, dunque, il mare della Romagna esce promosso dal monitoraggio 2026 di Goletta Verde. Un risultato importante per un territorio che vive di turismo balneare e che fonda gran parte della propria economia sulla qualità dell’ambiente costiero. Resta però aperta la questione della foce del Rubicone, un punto nero che continua a ripresentarsi e che, secondo Legambiente, richiede “interventi concreti per evitare che diventi una criticità permanente”.


