Sindaco Gozzoli, cosa rappresenta per Cesenatico l’accordo con il gruppo Falkensteiner?
È un accordo importante, che certifica la volontà di entrambe le parti di arrivare il prima possibile a un progetto esecutivo. Va però detto con chiarezza: si tratta di un accordo di massima su alcuni punti salienti, non della fine del percorso. Il progetto, che prevede un investimento milionario, è estremamente complesso e nei prossimi mesi ci aspetta ancora molto lavoro. Certo, la strada l’abbiamo tracciata.
Possiamo parlare di giornata storica per Cesenatico?
Non lo so, ma credo che in un certo senso lo sia. Sicuramente parliamo di un’opera che farà bene alla città: andiamo a riqualificare un’intera frazione che per quarant’anni ha avuto uno sviluppo pressoché nullo. Questo accordo, insieme a quello con l’Accademia Acrobatica, segna davvero un cambio di passo.
In due mosse la zona di Ponente, almeno sulla carta, è stata interamente riqualificata…
Con il progetto Falkensteiner, in effetti, mettiamo mano alla cosiddetta “città delle colonie”. L’accordo riguarda il comparto che parte dall’incrocio tra via Cavour e arriva fino a via Magellano, dove oggi ci sono ancora dodici colonie. È una porzione enorme e strategica della città.
Avete insistito molto su ambiente e sostenibilità…
Sì, e siamo molto soddisfatti perché il progetto va esattamente nella direzione che avevamo ipotizzato: rispetto delle risorse naturali, sostenibilità ecologica, impatto contenuto. Come abbiamo provato a spiegare fin dall’inizio, non volevamo un intervento urbanistico invasivo, ma un progetto che desse a quell’area una forte connotazione ambientale.
Sul piano comunicativo lei ha scelto, in tutte le fasi della trattativa – anche quelle più difficili – la strada della trasparenza: quanto le è costato?
Mah, con un atteggiamento più “abbottonato” sicuramente mi sarei risparmiato alcune critiche. Raccontare passo dopo passo le fasi della trattativa non è stato conveniente per l’immagine di questa amministrazione. In tanti hanno pensato che non volessimo cogliere questa opportunità, ma si sbagliavano, perché in realtà abbiamo sempre ragionato nell’interesse della città, ben sapendo che il progetto Falkensteiner poteva portarci molto. Quando in ballo c’è il futuro di una città non si può ragionare in maniera superficiale: per questo è stato giusto confrontarsi e negoziare fino ad arrivare a un progetto all’altezza della nostra visione e, soprattutto, degli interessi della comunità.
Il rapporto con il gruppo si è mai interrotto?
No. Anche se a volte è passata questa narrazione, non abbiamo mai sbattuto la porta in faccia a nessuno. Con Falkensteiner ci sono sempre stati contatti, anche nei momenti più complicati. Loro sono innamorati di Cesenatico e hanno dimostrato di voler investire qui con grande decisione.
Che cosa vede Falkensteiner in Cesenatico?
Vede grandissime potenzialità. Non a caso sono anni che prova a insediarsi qui: il primo a parlarci fu addirittura il sindaco Panzavolta. Ci sono molte ragioni per cui vuole venire a Cesenatico e questo, per un amministratore, è motivo di orgoglio: significa che la città è attrattiva e che i nostri progetti possono puntare davvero in alto.