7 Novembre, 2026 Cesenatico

Green Surgery, la nuova frontiera della chirurgia: curare meglio riducendo l’impatto sull’ambiente

di Alessandro Palladino*

La chirurgia salva vite, migliora la qualità dell’esistenza e rappresenta una delle espressioni più avanzate della medicina moderna. Eppure, proprio dentro questo scenario di cura e innovazione, si nasconde un paradosso: le attività sanitarie – e in particolare quelle chirurgiche – contribuiscono in modo significativo alla produzione di gas serra e quindi al cambiamento climatico.

Le sale operatorie richiedono tecnologie sofisticate, sistemi di ventilazione e supporto vitale, procedure di sterilizzazione, materiali monouso, imballaggi e grandi quantità di energia. Tutto questo genera consumi elevati e una notevole produzione di rifiuti. Non si tratta di un dettaglio secondario: l’impronta di carbonio di un grande centro medico può essere paragonata al consumo energetico annuo di migliaia di abitazioni.

Da qui nasce il concetto di Green Surgery, o ecochirurgia: un approccio che punta a rendere l’attività chirurgica più sostenibile, senza ridurre sicurezza, qualità ed efficacia delle cure. L’obiettivo non è fare meno chirurgia, ma farla meglio, con maggiore consapevolezza dell’impatto ambientale prodotto da ogni scelta clinica e organizzativa.

Finora i protocolli di ricerca e valutazione in chirurgia si sono concentrati soprattutto su mortalità, complicanze, liste d’attesa, durata della degenza, qualità della vita del paziente e rapporto costo-efficacia. Oggi però diventa necessario aggiungere un nuovo parametro: l’impronta di carbonio.

Quando due tecniche chirurgiche offrono risultati clinici equivalenti, la scelta potrebbe infatti orientarsi verso quella con minore impatto ambientale. Lo stesso vale per strumenti monouso, riutilizzabili o ibridi, per le modalità di sterilizzazione, per gli imballaggi e per l’intera gestione del percorso perioperatorio.

Per questo si fa strada l’idea di introdurre un vero Eco Score, un indicatore capace di valutare insieme costi economici ed emissioni di gas serra. Uno strumento utile per guidare aziende sanitarie, chirurghi e ricercatori verso decisioni più responsabili.

L’ecochirurgia non è una moda passeggera, ma una visione più ampia della medicina: curare il paziente senza dimenticare la salute del pianeta. Perché l’ambiente non è fuori dagli ospedali, ma entra ogni giorno anche nelle scelte della sanità.

*Il dottor Alessandro Palladino, cesenaticense, è chirurgo generale del Dipartimento Grandi Traumi del Trauma Center dell’Ospedale “M. Bufalini” di Cesena. Formatasi a Parma, ha lavorato in Italia e in vari Paesi europei in chirurgia addominale, vascolare e toracica, con lunga esperienza in laparoscopia e chirurgia robotica. Referente per la chirurgia mininvasiva della parete addominale, è autore di studi premiati, relatore in congressi, peer reviewer e impegnato nel sociale e nell’oncologia pediatrica con il Lions Club Cervia Cesenatico.

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