22 Settembre, 2026 Cesenatico

Guardie giurate in spiaggia: “La notte ai Giardini al Mare non è più quella di una volta”

Ai Giardini al Mare, d’estate, la notte non è più sinonimo di passeggiata e serenità. Valentina Casali, titolare del bagno Vally, lo dice senza giri di parole: lei in stabilimento ci dorme da sempre, “da 38 anni”, e ha visto cambiare il volto della movida e delle criticità notturne di Cesenatico. 

Un tempo, racconta, c’erano “quattro ragazzotti che urlavano” e poco più. Negli ultimi anni, invece, sono arrivati episodi pesanti: aggressioni, bottigliate, accoltellamenti, “situazioni in cui si passa dalla semplice bravata al rischio reale per l’incolumità delle persone”. 

Insomma, sul demanio marittimo non si può improvvisare un “omino” di sorveglianza: servono figure autorizzate, guardie giurate, tutto in regola. Da qui l’idea – nata dal basso – di un progetto sperimentale che unisse più bagni, con un impatto visivo forte e una rete operativa pronta a chiamare le forze dell’ordine. Un progetto costoso, ma che secondo Casali “ha ridotto oggettivamente i problemi” nella zona coperta.

Valentina, quando è partita questa iniziativa?
Per la prima volta la scorsa estate, in forma sperimentale. Negli ultimi anni ci siamo trovati di fronte a situazioni poco piacevoli e, in collaborazione con la Cooperativa Bagnini di Cesenatico, abbiamo ritenuto che fosse venuto il momento di pensare ad una risposta più strutturata. La differenza è che non è stata la solita vigilanza “singola”: abbiamo cambiato proprio la dinamica studiando una rete di controlli che, in maniera capillare e continuativa, coprisse durante le ore notturne sia la spiaggia che l’area a monte dei giardini al mare.  

Nuove risposte per nuovi scenari: che cosa è cambiato negli ultimi anni dal tuo osservatorio?
È cambiata la gravità degli episodi. Una volta erano urla e confusione, oggi parliamo di aggressioni fisiche. Io faccio anche Croce Rossa e mi è capitato di intervenire più volte in primo soccorso. E la scorsa estate ho visto con i miei occhi un accoltellamento all’alba davanti al mio stabilimento. E’ a quel punto che ho pensato: ‘qui serve altro…’.

Perché non basta una vigilanza “normale”?
Sul demanio marittimo sono autorizzate solo persone iscritte all’albo: guardie giurate con requisiti specifici. Se interviene qualcuno non in regola, poi le beghe ricadono sui bagnini. E oggi, con i telefonini, è un attimo finire nei guai. E allora ci siamo detti: serve un servizio strutturato e professionale. E così abbiamo fatto. 

Come avete organizzato il servizio?
Su due livelli: una pattuglia con auto elettrica con lampeggianti che faceva avanti e indietro ai Giardini al Mare e, in più, cinque operatori che controllavano gli stabilimenti e le aree a monte. L’orario era dalle 22 alle 5.

Quanti stabilimenti hanno aderito?
Su 18 bagni in 14. Avremmo voluto essere tutti, perché anche chi non ha partecipato ha beneficiato indirettamente del controllo.

Parliamo di costi: è stato un ostacolo?
Sì, è un impegno economico importante: l’appalto totale è stato intorno ai 57 mila euro, una quota tra 3.500 e 4.000 euro interamente a carico degli stabilimenti, variabile in base alla grandezza della concessione.

Alla fine ne è valsa la pena?
Nella mia zona assolutamente sì: molto, molto meno episodi. Non azzeri tutto, perché chi vuole fare danni aspetta magari che passi il giro, però non c’è più l’abbandono delle scorse estati. 

Che rapporto c’è stato con le forze dell’ordine?
Le pattuglie sono poche e coprire tutta Cesenatico, lo sappiamo, è difficile. Il valore del progetto è soprattutto la rete: la vigilanza comunica con una centrale operativa che può chiamare direttamente i carabinieri, tutto tracciato e tutto a norma, così se si arriva al processo ci sono prove documentali che rendono i procedimenti legali più facili.   

Il Comune vi ha sostenuto?
A presentare il progetto siamo andate due donne: io e Greta Pericoli del bagno Europa. Ci hanno ascoltate ma, a conti fatti, non abbiamo ricevuto alcun sostegno. Non ci aspettavamo un supporto economico, ma un appoggio a livello mediatico o logistico obiettivamente sì. Speriamo la prossima volta vada meglio…

Prossimi passi?
L’obiettivo della cooperativa è estendere il presidio ad altre zone, renderlo un servizio comune come il salvataggio. Ne parleremo anche nelle prossime riunioni: sarebbe un segnale importante per residenti e turisti. La sicurezza, del resto, è ormai diventata una priorità e dunque ben vengano i nuovi giochi dei giardini al mare ma, se vogliamo davvero che la gente torni a passeggiare di notte in quell’area, dobbiamo tornare in primis a garantire le condizioni minime di sicurezza. Noi, come bagnini, faremo come sempre la nostra parte, ma sarebbe bello farlo assieme alla città”. 

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