22 Settembre, 2026 Cesenatico

Hotel trasformato in casa privata, il Comune ordina il ripristino: “Tutto torni a uso turistico”

Il Comune di Cesenatico ha ordinato il ripristino dello stato dei luoghi in una struttura ricettiva cittadina dopo aver accertato una serie di presunte violazioni urbanistiche ed edilizie che avrebbero modificato la destinazione d’uso di parte dell’albergo. 

Il provvedimento, firmato dalla dirigente del Settore 4 Chiara Benaglia, riguarda il quinto e il sesto piano dell’edificio, che secondo gli accertamenti sarebbero stati trasformati in un appartamento privato, in contrasto con il titolo edilizio rilasciato e con le norme urbanistiche vigenti.

L’ordinanza arriva al termine di un procedimento avviato dopo un sopralluogo effettuato dagli uffici comunali il 26 maggio scorso. Durante i controlli sarebbero emersi numerosi elementi incompatibili con la destinazione turistico-ricettiva autorizzata. Tra questi la rimozione della numerazione identificativa delle camere, la realizzazione di un soggiorno con cucina al posto dell’originaria area relax e sala lettura, la demolizione di una parete che delimitava la scala interna tra i due livelli e la trasformazione di uno studio in palestra.

A rafforzare l’ipotesi che gli spazi fossero utilizzati come abitazione privata, i tecnici comunali hanno inoltre rilevato la presenza di fotografie di famiglia, effetti personali nelle camere e nei bagni e altri oggetti riconducibili a un utilizzo stabile da parte del proprietario e del suo nucleo familiare.

Secondo il Comune, gli interventi configurerebbero una ristrutturazione edilizia con cambio di destinazione d’uso realizzata senza i necessari titoli abilitativi e in parziale difformità rispetto al permesso di costruire. Un cambio di funzione che, inoltre, sarebbe vietato dalle disposizioni del Piano Urbanistico Generale per le aree a prevalente vocazione turistica, dove non è ammessa la trasformazione degli spazi ricettivi in abitazioni, salvo casi già esistenti.

Prima dell’emissione dell’ordinanza era stato notificato l’avvio del procedimento amministrativo, concedendo al proprietario dieci giorni per presentare eventuali osservazioni. Decorso il termine senza che fossero depositate memorie difensive e verificata la permanenza delle opere contestate, il Comune ha disposto il ripristino.

Entro 90 giorni dalla notifica dovranno quindi essere eliminate tutte le difformità: la cucina dovrà essere rimossa, l’area dovrà tornare a essere destinata a sala lettura e relax, dovranno essere reinstallati i numeri identificativi delle camere, ricostruita la parete demolita e liberato il locale oggi adibito a palestra, così da ripristinare lo studio previsto dal progetto autorizzato.

Contestualmente, gli uffici comunali hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica per gli aspetti di competenza penale. L’ordinanza ricorda inoltre che, in caso di mancato adeguamento entro il termine fissato, potranno essere applicate le sanzioni previste dalla normativa edilizia, comprese multe comprese tra 2.000 e 20.000 euro, oltre agli ulteriori provvedimenti previsti dalla legge. Rimane comunque possibile presentare una richiesta di sanatoria per gli eventuali interventi che risultassero regolarizzabili secondo la normativa vigente.

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