Si avvia alla conclusione una lunga battaglia legale tra il Comune di Cesenatico e la società Chino Local Beach S.a.s. di Bravetti Luca & C., concessionaria di uno stabilimento balneare. Con una delibera approvata dalla Giunta comunale, l’amministrazione ha deciso di aderire a un accordo che mette definitivamente fine al contenzioso, dopo che la società ha scelto di rinunciare al ricorso presentato davanti alla Corte di Cassazione.
La vicenda affonda le radici nel 2021, quando l’Agenzia del Demanio effettuò una serie di controlli su alcuni stabilimenti balneari di Cesenatico. Nel corso delle verifiche furono contestate alcune opere e modifiche realizzate senza le necessarie autorizzazioni. Dopo il ripristino dello stato dei luoghi, il Comune aveva quantificato le indennità risarcitorie previste dalla normativa e ne aveva richiesto il pagamento ai concessionari interessati.
La Cooperativa Stabilimenti Balneari aveva ottenuto una proroga dei termini di versamento, ma tre concessionari non avevano provveduto a saldare gli importi richiesti. Tra questi c’era anche la Chino Local Beach, che aveva deciso di impugnare gli addebiti davanti al Giudice di Pace di Forlì, arrivando a contestare perfino la legittimità della norma che disciplina queste indennità.
Il primo ricorso era stato però respinto per difetto di giurisdizione. Successivamente il Tribunale di Bologna aveva confermato la decisione, rigettando l’appello. La società aveva quindi scelto di rivolgersi alla Corte di Cassazione, dove il Comune si era costituito in giudizio affidando la propria difesa all’avvocato Andrea Zavatta.
Ora è arrivata la svolta. La società ha infatti comunicato la volontà di rinunciare al ricorso e di chiudere definitivamente la controversia. In cambio si è impegnata a pagare gli indennizzi richiesti dal Comune, a rimborsare integralmente tutte le spese legali sostenute dall’amministrazione e a sottoscrivere un accordo che mette la parola fine alla vicenda.
La Giunta ha quindi approvato lo schema dell’accordo e ha incaricato il dirigente del Settore 3 di procedere alla firma. Per il Comune si tratta di una conclusione favorevole: oltre a evitare l’ultimo grado di giudizio davanti alla Suprema Corte, l’amministrazione recupererà le somme dovute e le spese sostenute durante l’intero procedimento legale.