Brilla dietro al bancone del Grand Hotel di Cesenatico, affacciato su piazza Costa, e brilla anche dentro la bottiglia. È la storia di Pierluigi Salone, 36 anni, originario di Pescara, da due anni residente a Cesenatico e da sei bar manager del grande albergo simbolo della città, dove ha deciso di mettere in bottiglia la propria idea di gin: si chiama “Te Quiero” ed è sul mercato da giugno 2025.
«Volevo un gin che piacesse prima di tutto a me – racconta – e che, forte della mia esperienza, potesse incontrare il gusto di quante più persone possibile». La base è un gin secco, dove il ginepro è protagonista assoluto, come nei distillati di una volta. A completare la ricetta ci sono scorze di lime, radice di angelica, pepe e artemisia, la pianta dell’assenzio: una firma della distilleria di Bulgarno, sulle colline di Cesena, che nasce come produttrice di assenzio e inserisce spesso questa botanica nei suoi prodotti.
Tequiero, in spagnolo “ti amo”, è un nome pensato per parlare da solo: facile da ricordare, immediatamente evocativo. Ma l’idea di Salone va oltre il gusto. All’interno della bottiglia ci sono glitter rossi, che non alterano il sapore ma regalano un effetto scenico spettacolare: il gin è bianco, ma basta agitare il vetro perché il liquido si accenda di riflessi cangianti. Il logo, non a caso, è un bacio.

Dietro a questo progetto non c’è un colpo di testa, ma un percorso lungo e strutturato. Dopo il primo corso di specializzazione in bartender e mixology, Salone ha collezionato esperienze in Italia e all’estero: «Da ragazzo erano lavori che servivano anche a monetizzare, ma mi hanno dato velocità, manualità e conoscenza degli spirits». Il salto di qualità arriva a Pescara, dove diventa responsabile di un locale, accumula master su whisky, rum e preparazioni homemade e partecipa a numerose competizioni nazionali, entrando tra i 30 migliori bartender under 30 d’Italia e raggiungendo diverse finali.
Te Quiero è la sintesi di questa storia dietro il bancone. In un mercato affollatissimo di etichette e contaminazioni, la sua scommessa è tornare all’essenza: «È un gin molto classico – sottolinea – in cui il ginepro si sente davvero e le altre botaniche sono un contorno». Con un tocco di glitter, però, che strizza l’occhio ai social e ai brindisi più scenografici: perché l’amore per il gin, a Cesenatico, adesso si vede anche a occhio nudo.






