Il forte aumento del prezzo del gasolio sta mettendo sotto pressione la filiera ittica romagnola. Nelle marinerie che vanno da Ravenna a Cattolica, dove operano circa mille soci delle cooperative associate a Legacoop Romagna, il costo del carburante erogato ai pescherecci è salito in pochi giorni da 0,67 euro a quasi 1 euro al litro. Un balzo che ha fatto impennare anche il costo medio di un pieno, passato da circa 700 a 1.500 euro, con conseguenze particolarmente pesanti per le imbarcazioni impegnate nella pesca volante e a strascico.
La situazione sarà uno dei temi centrali dell’assemblea delle cooperative della pesca e dell’acquacoltura associate a Legacoop Romagna, in programma venerdì 13 marzo, dalle ore 15, al Cervia Social Food. Il comparto conta 11 cooperative, di cui 2 in provincia di Forlì-Cesena, 3 a Ravenna e 6 nel Riminese, per un valore della produzione che sfiora i 26 milioni di euro e un patrimonio netto complessivo di 7 milioni.
“Alcune cooperative riusciranno ancora per pochi giorni a garantire gasolio intorno a 0,90 euro al litro – spiegano i responsabili di settore di Legacoop Romagna, Giorgia Gianni e Mirco Bagnari – grazie a rifornimenti effettuati in anticipo. Ma se la crisi dovesse protrarsi, il rischio è una nuova corsa al rialzo, simile a quella vista nel 2022, con prezzi che potrebbero arrivare fino a 1,30 euro al litro”.
Per il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, servono misure immediate: “Abbiamo chiesto al Ministero dell’Agricoltura la reintroduzione urgente di un credito d’imposta del 20% sull’acquisto dei carburanti. Il gasolio incide fino al 40% dei costi operativi della pesca: senza un sostegno rapido, molte imprese rischiano di trovarsi in grave difficoltà”.