Sulle elezioni amministrative di Cesenatico aleggiano ancora due grandi incognite: i nomi dei candidati sindaci, sia del centrodestra che del centrosinistra. I “casting” sono aperti da tempo, ma è probabile che si debba attendere la primavera prima di poter azzardare previsioni che, ad oggi, sembrano troppo campate in aria.
Qualche elemento, però, inizia già a cristallizzarsi. Ad esempio sembra ormai assodato che, a supporto della coalizione di sinistra, si stia formando un agglomerato di partiti che comprende Azione di Calenda, Italia Viva – che alle ultime amministrative aveva sostenuto in alcuni comuni il centrosinistra e in altri il centrodestra (come a Cesena) – e i repubblicani, negli ultimi anni sempre collocati nell’area progressista a sostegno del Pd.
Vista la scarsa consistenza elettorale di queste sigle, appare difficile immaginare corse autonome o esperimenti centristi in grado di spostare gli equilibri. Più realistico, invece, è che si vada verso un unico contenitore: una lista civica o un gruppo unitario che raccolga Azione, Italia Viva e repubblicani, confluendo di fatto nella galassia del centrosinistra.
Chi sperava che un partito liberale e riformista come Azione scegliesse la corsa in solitaria, resta dunque deluso. Delusi anche quanti immaginavano che Italia Viva potesse replicare il modello di Cesena, quando si apparentò con la lista civica di centrodestra di Marco Giangrandi. Stavolta, invece, questi partiti finiranno per rimpinguare i voti del Pd, rafforzando il fronte progressista in vista della prossima tornata elettorale.