7 Novembre, 2026 Cesenatico

Il Collegio sindacale promuove l’aumento di capitale di Romagna Acque

Il Collegio sindacale di Romagna Acque – Società delle Fonti S.p.A. ha espresso parere favorevole sull’aumento di capitale deliberato dal Consiglio di amministrazione, finalizzato al conferimento dei rami aziendali del servizio idrico integrato da parte delle società delle reti e all’emissione di nuove azioni di categoria speciale, con esclusione del diritto di opzione

L’aumento di capitale su cui era chiamato a esprimersi il Collegio sindacale rientra nel progetto di concentrare in un unico soggetto i beni e le infrastrutture del servizio idrico integrato oggi in capo alle diverse società delle reti, come AMIR, Ravenna Holding, S.I.S., Unica Reti e T.E.AM. Il capitale sociale di Romagna Acque è destinato a crescere sensibilmente, a fronte dell’emissione di nuove azioni riservate ai soci conferenti.

L’operazione prevede l’emissione di azioni di categoria speciale, con esclusione del diritto di opzione per gli attuali azionisti. Tale scelta è motivata dalla natura dell’aumento, realizzato mediante conferimenti in natura di specifici rami d’azienda e non tramite raccolta di nuove risorse finanziarie sul mercato. Il diritto di opzione, in questo contesto, non risulterebbe coerente con la struttura del conferimento.

Per valutare la correttezza dell’operazione, il Collegio sindacale ha esaminato lo statuto sociale, le convenzioni in essere con ATERSIR e le perizie di stima redatte dall’esperto indipendente, Prof. Stefano Santucci, sui rami d’azienda oggetto di conferimento. Ha inoltre acquisito una confort letter sull’adeguatezza del criterio di valutazione adottato e la relazione illustrativa del Consiglio di amministrazione redatta ai sensi dell’art. 2441, comma 6, del Codice civile.

Il metodo prescelto per fissare il prezzo di emissione delle nuove azioni è il criterio “patrimoniale semplice”, basato su valori contabili oggettivi e verificabili. Secondo il Collegio, le differenze di composizione tra il patrimonio di Romagna Acque e quello dei rami conferiti non compromettono la coerenza del metodo, che risulta “idoneo a rappresentare la consistenza economica delle attività coinvolte” e a garantire “omogeneità nella valutazione”.

Sulla base dei calcoli svolti, è stato determinato il valore di emissione delle nuove azioni di categoria speciale, con un sovrapprezzo unitario pari a 42,84 euro, ritenuto “ragionevole e non arbitrario”. Il Collegio sindacale sottolinea come tale prezzo “rifletta adeguatamente il valore dei beni conferiti e salvaguardi gli equilibri patrimoniali della società”. 

In conclusione, il Collegio ha dichiarato di ritenere “congrui” i criteri seguiti per la determinazione del prezzo di emissione e “giustificata” l’esclusione del diritto di opzione, alla luce delle finalità industriali dell’operazione: maggiore efficienza del servizio idrico integrato, migliori economie di gestione e più solida copertura tariffaria dei costi. L’aumento di capitale viene quindi promosso come “coerente” con l’interesse sociale di Romagna Acque e dei suoi soci pubblici.

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