Il crack è la nuova emergenza delle dipendenze in Italia. O forse sarebbe più corretto dire che è tornato ad esserlo. A lanciare l’allarme è San Patrignano, la più grande comunità di recupero del Paese, che nei giorni scorsi ha presentato i dati del proprio Osservatorio sulle dipendenze relativi agli ospiti accolti tra il 2025 e il 2026.
La fotografia che emerge è quella di un fenomeno complesso, in continua evoluzione, ma con alcune certezze inquietanti. La più evidente riguarda proprio il crack, la cocaina fumata, che continua a rappresentare una delle principali sostanze d’abuso tra chi intraprende un percorso di recupero.
Secondo gli operatori della comunità, la percezione del rischio è ancora troppo bassa. Molti giovani considerano il crack meno pericoloso rispetto ad altre droghe pesanti, quando invece i suoi effetti devastanti sulla salute e sulla vita sociale sono paragonabili a quelli che negli anni Ottanta e Novanta caratterizzavano la diffusione dell’eroina.
I numeri raccontano inoltre una realtà nella quale le dipendenze raramente viaggiano da sole. Il dato dei poliassuntori, cioè delle persone che fanno uso contemporaneo di più sostanze, raggiunge l’87,7% dei nuovi ingressi. Un valore altissimo che da oltre dieci anni non scende mai sotto l’85%. Cocaina, crack, cannabis, alcol e altre sostanze si intrecciano spesso in percorsi di consumo sempre più difficili da interrompere.

L’età del primo contatto con le droghe continua a essere quella adolescenziale. Molti ragazzi iniziano con la cannabis per poi passare, nel tempo, a sostanze più pesanti. Ma dietro l’assunzione di droghe non si nasconde soltanto la ricerca dello sballo. Gli operatori evidenziano come sempre più spesso emergano storie personali segnate da profonde sofferenze emotive. Traumi, separazioni conflittuali dei genitori, violenze assistite, contesti familiari fragili e difficoltà relazionali rappresentano fattori ricorrenti nelle biografie di molti ospiti.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo all’alcol. Oltre il 60% dei nuovi ingressi presenta problematiche legate al consumo di bevande alcoliche, che spaziano dal binge drinking (consumo di elevate quantità di alcol in uno spazio temporale risicato) fino alle forme più gravi di alcolismo. Un fenomeno che coinvolge trasversalmente tutte le fasce sociali e che spesso viene sottovalutato proprio perché associato a sostanze legali e facilmente reperibili.
Accanto alle dipendenze da sostanze continua inoltre a crescere l’attenzione verso la ludopatia. Le persone che sviluppano una dipendenza dal gioco d’azzardo tendono ad avere un’età mediamente più elevata rispetto ai tossicodipendenti tradizionali, ma non mancano casi che coinvolgono giovani adulti. In molti casi le due problematiche si sovrappongono, alimentandosi reciprocamente.
Sul fronte delle droghe sintetiche arrivano invece segnali moderatamente positivi. Ecstasy, ketamina, anfetamine e allucinogeni registrano una diminuzione rispetto all’anno precedente. Un calo che non basta però a ridurre la pressione sulle strutture di recupero.
Non a caso San Patrignano ha appena inaugurato un nuovo complesso residenziale in grado di ospitare oltre 280 persone. Un ampliamento che risponde a una domanda di aiuto in costante crescita e che conferma come il tema delle dipendenze continui a rappresentare una delle più grandi emergenze sociali del nostro tempo. Dietro ogni numero, infatti, c’è una storia di fragilità, sofferenza e ricerca di una seconda possibilità.