27 Settembre, 2026 Cesenatico

Il Giardino dei Sapori Perduti, dove i dolci conservano il gusto di una volta

Ci sono luoghi che non si limitano a vendere dolci o a sfornare biscotti, ma custodiscono un modo di vivere che sembra appartenere a un’altra epoca.

Nel centro storico di Cesenatico, Il Giardino dei Sapori Perduti è una piccola bottega nella quale il tempo sembra rallentare e i profumi della pasta frolla, delle confetture fatte in casa e delle torte tradizionali riportano alla memoria i sapori dell’infanzia.

Nato dal desiderio di trasformare una passione in un mestiere, questo angolo di Romagna ha fatto della genuinità, dell’accoglienza e della tradizione i propri tratti distintivi. Abbiamo incontrato il titolare Paolo Alessandri per farci raccontare la storia di questa attività, il valore dell’artigianalità e il significato di continuare ogni giorno a difendere i sapori autentici in un mondo che corre sempre più velocemente.

Il Giardino dei Sapori Perduti è una realtà molto particolare nel panorama di Cesenatico. Ci racconta come è nato questo negozio di dolci e torte e quale percorso personale e professionale l’ha portata a trasformare una passione in un mestiere?

«Questa realtà è nata dal sogno di mia moglie, che allora lavorava in Comune. Io sono partito da un garage e ho dato vita a questo piccolo negozio, realizzando personalmente anche tutti i mobili in legno. Il nostro obiettivo era lavorare bene, soddisfare i clienti e, per quanto mi riguarda, rendere felice mia moglie trasformando il suo sogno in qualcosa di concreto.

Quando abbiamo aperto abbiamo raccolto tutte le nostre ricette e sperimentato alcune variazioni sulla base dei nostri gusti, privilegiando sempre la semplicità e la tradizione. È con questo stesso spirito che continuo ancora oggi l’avventura iniziata 25 anni fa».

Il nome stesso del locale richiama i sapori di una volta. Quanto conta la tradizione nelle vostre ricette e quanto è importante conservare torte e dolci capaci di raccontare la memoria delle famiglie e del territorio, pur confrontandosi con i gusti di oggi?

«Tutto quello che prepariamo è fatto a mano, utilizzando prodotti di qualità e senza conservanti. Il nostro obiettivo è proporre quei dolci che un tempo si preparavano in casa, quelli fatti dalle nonne e che oggi si trovano sempre più raramente.

Quando una persona assaggia i nostri biscotti o le nostre torte, vorremmo riuscire a farla tornare indietro nel tempo, risvegliando i ricordi legati ai profumi e ai sapori dell’infanzia».

Quanto pesa oggi scegliere la qualità, nonostante l’aumento dei costi delle materie prime?

«È sempre più difficile, perché utilizzando materie prime di ottima qualità i margini di guadagno sono inevitabilmente più bassi. Alla sera, però, dopo una giornata di lavoro, sono soddisfatto di aver lavorato bene e di aver offerto ai clienti un prodotto genuino e di qualità.

A questo si aggiunge l’aspetto umano. Nel corso degli anni si è creato con la clientela un rapporto che va oltre la semplice relazione tra negoziante e cliente. Si sono costruiti legami di fiducia e di affetto che, a mio avviso, sono importanti quanto la qualità dei prodotti».

Dal suo osservatorio, le persone sono ancora disposte a concedersi il piacere di una torta artigianale per una ricorrenza o un momento speciale, oppure nota un cambiamento nelle abitudini dei clienti?

«Con la diffusione dei supermercati molte persone si sono ormai abituate ai dolci industriali. Quando poi entrano qui e assaggiano i nostri prodotti, spesso rimangono sorprese, perché non erano più abituate a certi sapori tradizionali. Ormai molti sono figli del Mulino Bianco».

Da imprenditore che ogni giorno vive il centro storico e il contatto diretto con residenti e turisti, che cosa manca ancora e su quali aspetti ritiene che l’amministrazione comunale dovrebbe investire con maggiore decisione per rendere la città più attrattiva?

«Secondo me ci sono diversi aspetti che dovrebbero essere migliorati. Il primo riguarda la pulizia: Cesenatico è spesso sporca, ci sono cestini stracolmi e il centro storico, anche a causa della presenza dei senzatetto, trasmette talvolta un’immagine di degrado che non rappresenta certamente un buon biglietto da visita.

Credo poi che si possa fare di più sul fronte dell’intrattenimento. Lo spettacolo dei droni è stato meraviglioso, ma da solo non può bastare. Servirebbero più eventi nel corso dell’estate, distribuiti nei diversi punti della città. Largo Cappuccini è uno spazio piccolo e non è adatto a ospitare ogni tipo di iniziativa.

Mi piacerebbe vedere gruppi musicali esibirsi agli angoli delle strade e un centro storico più vivo e animato. Oggi, invece, ho l’impressione che Cesenatico sia una città pensata soprattutto per gli anziani.

Infine, servirebbe una maggiore attenzione alla cura e al decoro urbano. Anche una cosa apparentemente semplice, come avere più fiori, potrebbe fare una grande differenza. Aiuole curate e decorazioni floreali renderebbero la città più bella e accogliente, trasmettendo immediatamente un’immagine di maggiore attenzione e cura».

Dopo 25 anni di attività, Il Giardino dei Sapori Perduti continua così a rappresentare un piccolo presidio della tradizione nel cuore di Cesenatico. Un luogo nel quale ogni dolce racconta una storia fatta di passione, manualità e memoria e dove la scelta di continuare a lavorare artigianalmente, senza rinunciare alla qualità, assume un valore ancora più significativo in un’epoca dominata dalla produzione industriale e dalla velocità.

La VoceRomagnola

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