7 Novembre, 2026 Cesenatico

Il Pri tra due rive: a Forlì con la Lega, a Cesenatico con il centrosinistra

A Forlì la nascita del gruppo consiliare Pri-Lega è una notizia che va letta oltre il dato formale. Non è soltanto un accordo d’aula, non è soltanto un patto programmatico, non è soltanto l’ennesima ricomposizione di sigle nella politica locale. È un segnale. E i segnali, in Romagna, vanno sempre osservati con attenzione.

Perché il Partito repubblicano, qui, non è una presenza folkloristica o residuale. Ha una storia, un radicamento, una memoria politica che in questo territorio pesa ancora. È un partito antico, figlio della tradizione mazziniana, repubblicana, laica, riformista. La Lega è altro: nasce come forza territoriale del Nord, poi si trasforma in partito nazionale, sovranista, identitario, oggi pienamente collocato nel perimetro del centrodestra. Mettere insieme queste due culture politiche, almeno sulla carta, non è un fatto banale.

Ed è per questo che il caso Forlì interessa anche Cesenatico. Perché a Cesenatico, fin qui, i repubblicani hanno scelto un’altra sponda. Sono stati e sono dentro un’area di centrosinistra, a sostegno dell’amministrazione Gozzoli. Non una presenza marginale, ma una collocazione di governo, con responsabilità amministrative vere e con un ruolo politico riconoscibile. Insomma: a Cesenatico il Pri è stato parte della stabilità della maggioranza; a Forlì diventa invece interlocutore della Lega dentro un assetto di centrodestra.

Qui sta il punto. Non conta solo l’alleanza forlivese in sé. Conta il messaggio che trasmette: il Pri romagnolo sembra sempre meno definito da una collocazione ideologica rigida e sempre più orientato da logiche civiche, amministrative, territoriali. Tradotto: il partito che a Cesenatico governa con il centrosinistra, a Forlì può tranquillamente dialogare con la Lega. E allora la domanda diventa inevitabile: si tratta di un’eccezione locale o dell’anticipazione di una tendenza?

Alla vigilia delle prossime elezioni amministrative, è presto per dire se ci saranno riverberi diretti su Cesenatico. Però sarebbe miope far finta di niente. Perché quando in uno stesso territorio un partito storico riesce a stare su due rive diverse, vuol dire che gli schemi tradizionali si stanno allentando. E quando gli schemi si allentano, gli scenari cambiano. Magari non subito. Ma cambiano.

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