La banchina di Cesenatico ha la memoria lunga: basta un soffio di scirocco e la storia torna a galla, lucida come uno scafo nuovo.
Fu allora, nei primi anni ’80, che il Santa Maria Goretti – poi ribattezzato “Ardito”, come il nome del suo comandante – vide emergere dall’Adriatico un pesce più simile a un presagio che a una preda.
Ardito Mariani, pescatore di lungo corso, guidava uomini e legni; suo figlio Thomas, allora poco più che bambino, lo aspettava in banchina col fratello Alex e la sorella Giorgia.
Quel giorno i tonni correvano in superficie, inseguivano i banchi di pesce azzurro come lame scure che fendono la luce. L’equipaggio fece un pastone sanguinante, lo arrotolò tra stracci e lembi di reti, un gesto antico di fiducia: chiamare il mare con il suo stesso profumo.
Poi la mossa audace: una lenza d’acciaio, un amo giapponese, una boa a segnare il patto invisibile tra pazienza e forza. Quando la boa scomparve fu come il battito trattenuto di un porto intero. Dal blu – issato con fatica dal motore del verricello – salì un tonno mostruoso, quasi tre metri di muscoli, cinque quintali di mare concentrati in un unico respiro.
Non una rete, ma una presa a lenza: per questo la voce corse rapida, e ancora corre. In quel corpo immenso c’era l’orgoglio di una marineria che – ieri come oggi – si riconosceva nelle mani, nei calli, nella bravura di intuire il momento giusto.
Thomas Mariani, oggi 50 anni – tra strascico e volante – ha sempre fatto il pescatore tranne negli intermezzi della giovinezza, quando le ragazze erano più seducenti delle nottate in mare. Ma se chiude gli occhi rivede il ponte, il padre al timone, Alex e Giorgia a condividere lo stupore, e quel tonno smisurato che pareva il simbolo di una dinastia in banchina.
Da allora Cesenatico lo racconta come si raccontano le cose vere: con poche parole, un sorriso laterale e un lampeggiare d’acqua negli occhi. Perché certe catture non sono solo pesce: sono aneddoti di vita vissuta, schegge di memoria, promesse che il mare fa a chi lo rispetta. E ogni volta che una barca scioglie gli ormeggi, la leggenda dei Mariani risale in superficie, come una boa: a ricordare che la storia, a volte, ha la forma lucente di un tonno gigante.



